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sabato 24 agosto 2019

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RICORDANDO TIGRINNA
https://www.luciani.in
 - realizzato da Antonio Luciani - 63100 Ascoli Piceno (Italia) - Via Bellini 11 - tel. 0736 251092 - e-mail: info@luciani.in - © ALSoft 2012-2019

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Ricord-Tigr-fondo-lilla

...e la nostalgia delle voci nel deserto lontano

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Presentaz

Io sono Marcello Luciani di Torino, sono nato a Garian nel ’52: Io ero piccolo ma ho molti ricordi, anche dai racconti in famiglia. Forse siamo anche cugini. Il capostipite, si chiamava Sabatino ed è nato a Mozzagrogna - Lanciano e lavorava la terra a mezzadria per un conte.e aveva 2 figli, Rocco e Antonio. Rocco è rimasto in Abruzzo mentre Antonio (mio nonno) è andato in Libia. Abitavamo a BuMad, la frazione più sperduta ma avevamo molti parenti a Tigrinna.
Qui a Torino c’è una grande comunità di profughi della Libia, molti sono morti.
Mio padre andava a trebbiare da tutti. Insegnava scuola guida a Garian o a Tigrinna, dato che conosceva strade nel deserto e guidava bene. Una volta, insieme ad altri, è stato preso da una troupe americana, ma produttore Carlo Ponti, per girare un film nel deserto, titolo TIMBUCTU con John Wajne, Sophia Loren e Rossano Brazzi.

 

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POESIA...

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Marcello

LUCIANI

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ComeEravamo

Le testimonianze, attraverso le foto, della nostra vita a Tigrinna...

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Nonni-zieGcornicenonnipapazieGcornicemarcelloacavalloGcornice787878-Gcornice
lettera
​In gruppo vicino al camionFoto di gruppo vicino al camion. Quello con la giacca è mio padre Luciani Luigi, gli altri sono da identificare 
Genitori e ziida sinistra: mio padre Luciani Luigi, mia madre Caravaggio Ersilia, una ragazza che non conosco, mia zia Luciani Lina e il marito Guzzo Arturo. davanti: sul cavallo il piccolo Marcello (io)
La famiglia LucianiLa famiglia Luciani a Bumadda sin.: Luciani Luigi, Jolanda, Guido, Luciani Sabatino, Andreoli Rachele con Lina in braccio, la mamma Teresa, la figlia Teresa, Ida, Isoletta
Foto a Bumad anni '30Questa foto è stata scattata a Bumad, sono i miei nonni Luciani Sabatino e Andreoli Rachele, il ragazzo è mio padre Luciani Luigi e poi le mie zie Ida, Isoletta e Jolanda​

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Mio padre sul camion  Mio padre Luigi Luciani  sul camion, con un suo collaboratore arabo
In giro a trebbiare il granoMio padre Luigi Luciani, durante il periodo della trebbiatura, con alcuni amici...
Una foto goliardica...Mio padre Luigi Luciani (l'unico con la giacca), insieme a un gruppo di amici che non conosco.
Ciak si gira: Timbuctu...Questa foto è stata fatta quando mio padre Luciani Luigi, insieme ad altri amici, è stato preso a far parte della troupe del film TIMBUCTU, con John Wayne, Sophia Loren e Rossano Brazzi, girato nelle zone desertiche dopo Garian
Scan0001e.JPGSabatinomammaenoiGcorniceSPOSI-GcorniceProcessioneGcornice
La proessione del 17 agostoLa processione per la festa di S. Rocco, patrono di Tigrinna, davanti alla chiesa del SS. Crocifisso.Il primo davanti si riconosce Luciani Luigi
Le nozze dei miei genitoriMio padre Luciani Luigi e mia madre Caravaggio Ersilia il giorno delle nozze, 1 novembre 1941, celebrate nella chiesa di Tigrinna 
Tutti davanti al camionFoto scattata davanti al camion da sin.: Caravaggio Ersilia, Luciani Sabatino, Andreoli Rachele, Luciani Liliana e sul camioni piccoli sabatino  e​ marcello
Sullo sfondo: gli ulivi​La famiglia Di Noro Giuseppe e altri amici, davanti alla loro casa,​con la chiesa di Tigrinna sullo sfondo.

 La nostra Tripoli...

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di Sergio DISCO

(video inviato da Aldo Bassani)

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Il balillaGiovanni Di Noro, mio futuro cognato, vestito da balilla
L'aiutanteMohamed, che con altri arabi, ci aiutava per il lavoro nei campi
​C'è anche il mio futuro cognatoDi Noro Giovanni ed altri alla colonia dei piccoli balilla. Chissà se qualcuno riesce a riconoscersi...
Garian anni '30Una foto di Garian nei primi anni '30, quando ancora era un piccolo paesetto...
Famiglia Lucianida sin. in alto: Luigi, Ida, Isolettaseduti: Sabatino Luciani, mamma Teresa, Andreoli Rachele

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La mia famiglia

La mia famiglia (nonno Sabatino e mio padre Luigi) è emigrata in Libia nel 1933-34, molto prima dell’ondata migratoria del ‘38 voluta da Italo Balbo (da leggere - Libia Italiana - di Daniele Lembo dove viene spiegato lo sbarco a Tripoli di 20.000 coloni italiani).

Dato che avevano tanti figli, gli era stato assegnato una casa colonica grande con molta terra da arare e seminare, ma lontano dai centri abitati, precisamente a BUMAD, pochi km da Tigrinna,dove abitavano molti nostri parenti e paesani dell’Abruzzo.

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Tutto quello che scrivo, mi è stato raccontato in famiglia perchè io ero ancora bambino.

Preciso che Tigrinna era un paesino in cui c’erano molte cose fra cui il cinema, ambulatorio, chiesa, bar bocciofila, ecc., mentre dove abitavamo noi non c’era niente, qualche casa colonica ogni chilometro. Noi avevamo la fortuna di avere molta acqua, avevamo un pozzo da cui veniva pompata quando era necessaria. Avevamo molta terra ma anche molto lavoro nei campi, anche per i bambini .

Mio fratello Batino e mia sorella Liliana all’età di 10 anni erano gia nei campi a raccogliere il tabacco, iniziando alle 5 di mattina perchè poi alle 10 interrompevano, a causa della temperatura bruciante che saliva fino a 45 gradi...

Avevamo tutti gli ortaggi e legumi necessari, piante di olive ed un frantoio e l’aiuto di un cammello che girava la pietra. Anche uva e facevamo il vino. Avevamo anche un forno in cui una volta alla settimana facevamo il pane, insieme ad altri paesani vicini .

Ma il lavoro che rendeva qualche soldo era il tabacco che dopo la raccolta ed essiccatura, veniva imballato e portato con il carretto col cavallo, all’Azienda tabacchi di Tigrinna, ove lavoravano molte donne (anche mia madre Caravaggio Ersilia), addette alla selezione del tabacco per classe di qualità e poi veniva spedito in Italia.

Nella zona desertica di BUMAD vi erano molti animali pericolosi come serpenti, iene, scorpioni ed altri.

L'arabo in questa foto si chiama Mohamed che, con altri arabi,

ci aiutava per il lavoro nei campi

In questa fattoria, essendoci molto lavoro, venivamo aiutati da 2 arabi della zona, gente molto umile ed affezionata che veniva pagata oltre che con denaro, anche con il necessario alimentare per le proprie famiglie.

Volevo far capire che tutto questo raccolto, era necessario anche ad alimentare molte famiglie, dato che a quei tempi vi era una famiglia patriarcale, ed i miei zii e zie che si sposavano restavano in famiglia con i rispettivi coniugi e poi naturalmente figli. Per molti dei loro mariti era necessario spostarsi dalla campagna verso Tripoli per poter guadagnare qualche soldo liquido.

Avevamo tutto per mangiare, ma soldi non ce n’erano. Mi viene in mente che il nonno costruiva dei sandali da lavoro per mio fratello con i copertoni della macchina.

I coloni italiani in Libia hanno emancipato molto gli abitanti del luogo, insegnando loro la coltivazione della terra. Costruendo ospedali, strade, ponti e scuole.

Nel 1958 dopo vari attriti con le autorità libiche, dato che nel 1947 fu firmato un trattato per lasciare tutte le colonie (si preparava ciò che sarebbe successo nel 1970 con la rivoluzione di Gheddafi), fummo messi in condizione di lasciare la Libia. I nostri genitori non poterono portare niente in Italia, solo 70 kg a persona. Mio nonno insieme a mio padre e tutta la famiglia trovarono accoglienza nel campo Profughi di Aversa (CE).

Dopo tanto lavoro e sacrifici lontano dalla nostra terra, tornavamo in Italia senza niente e rimboccandosi di nuovo le maniche per ricominciare daccapo.

 

8 maggio 2013

Marcello Luciani

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Poesia n. 11

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