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foto di
Marcello
LUCIANI
 






Mi chiamo Marcello LUCIANI, sono nato a Tigrinna nel '52. Ero piccolo ma ho molti ricordi anche dai racconti in famiglia. Forse siamo anche cugini.
Il capostipite, mio nonno si chiamava Sabatino ed aveva 2 fratelli, Rocco e Antonio. Mio nonno è nato a Mozzagrogna-Lanciano e lavorava la terra a mezzadria per un conte. Rocco è rimasto in Abruzzo, mio nonno Sabatino con il figlio Antonio è andato in Libia nel 1939 e siamo tornati in Italia nel '59, nel campo profughi di Aversa.

 



 

Marcello LUCIANI








- I MIEI RICORDI FOTOGRAFICI DI TIGRINNA
(le foto possono essere ingrandite con un clic del mouse e successivamente singolarmente ingrandite ancora)


Marcello Luciani da bambino sul cavallo a dondolo    CLIC per ingrandire l'immagine Papà, nonni e zie                                                                  CLIC per ingrandire l'immagine Mio padre con un libico                                                       CLIC per ingrandire l'immagine Sabatino, mamma e noi                                                   CLIC per ingrandire l'immagine

Foto di famiglia
Da sinistra:
Luigi Luciani, la moglie Ersilia Caravaggio,
una ragazzza che non ricordo chi sia,
Arturo Guzzo e la moglie mia zia Lina Luciani.
In basso al centro: il piccolo Marcello Luciani (io)
sul cavallo a dondolo.

Altri miei familiari
Mio padre Luigi Luciani (il primo in alto a sinistra),
 con i miei nonni e le mie zie.

Mio Padre
Mio padre Luigi Luciani, con un libico.
Una sosta per far raffreddare il motore...

Davanti al camion
Da sinistra: mia madre Ersilia Caravaggio,
mio nonno Sabatino Luciani, mia nonna Andreoli Rachele,
mia sorella Liliana Luciani
Sul camion: il piccolo Sabatino e Marcello Luciani (io)























Un bel gruppo: nonni, papà e zie...                                     CLIC per ingrandire l'immagine Una foto a Bumad                                                             CLIC per ingrandire l'immagine I miei genitori il giorno del matrimonio nel 1941        CLIC per ingrandire l'immagine Si gira un film nel deserto                                                  CLIC per ingrandire l'immagine

Un bel gruppo di famiglia
Questa foto rapresenta mio nonno Luciani Sabatino
con tutti i 7 figli, fra cui
mio padre Luigi il primo a sinistra.

Una foto a BUMAD
Questa foto e stata fatta a BUMAD alcuni km dopo GARIAN verso la zona desertica
sono i miei nonni Luciani Sabatino e Andreoli Rachele,
il ragazzo è mio padre Luciani Luigi e poi le
mie zie Ida, Isoletta, Jolanda

Il matrimonio dei miei genitori
Mio padre Luciani Luigi e mia madre Caravaggio Ersilia
 il giorno delle nozze
1 novembre 1941 celebrate
nella chiesa di Tigrinna.

Ciac, si gira!
Questa foto è stata fatta quando mio padre Luciani Luigi insieme ad altri amici è stato preso a far parte della troupe del film TIMBUCTU, con Jhon Wajne, Sophia Loren, Rossano Brazzi girato nelle zone desertiche dopo GARIAN























Foto di gruppo vicino al camion                                        CLIC per ingrandire l'immagine Il "guerriero" Giovanni Di Noro...                                      CLIC per ingrandire l'immagine Luciani Luigi con amici alla trebbiatura                             CLIC per ingrandire l'immagine Luciani Luigi con la giacca con amici da identificare   CLIC per ingrandire l'immagine

Il Camion e noi...
Foto di gruppo vicino al camion, quello con
la giacca è Luigi Luciani,
gli altri sono da identificare.

Il Guerriero..
Giovanni Di Noro, piccolo balilla a Tripoli. E' il marito
di mia sorella Liliana.

 

La trebbiatura...
Luciani Luigi con amici alla trebbiatura

Papà e gli amici...
Luciani Luigi con la giacca,
con amici da identificare





















Alla colonia dei piccoli balilla                                           CLIC per ingrandire l'immagine Famiglia Di Noro Giuseppe ed altri amici                        CLIC per ingrandire l'immagine La processione davanti alla chiesa di Tigrinna             CLIC per ingrandire l'immagine Foto panoramica di Garan anni '40                              CLIC per ingrandire l'immagine

Tutti alla colonia
Di Noro Giovanni ed altri alla colonia dei piccoli balilla.
Chissà se qualcuno riesce a riconoscersi.
Ce lo segnali.

Una bella famiglia
La famiglia Di Noro Giuseppe ed altri amici

La processione a Tigrinna
Processione davanti alla chiesa di Tigrinna,
il primo davanti si riconosce mio padre Luciani Luigi

Garian: Panorama
Questa foto è un panorama di Garian degli anni '30-'40











































(frugando nella nostra memoria, tra i ricordi del passato, alla ricerca di attimi indimenticabili della nostra adolescenza)







UNA FAMIGLIA PATRIARCALE...
di Marcello LUCIANI
La mia famiglia (nonno Sabatino e mio padre Luigi) è emigrata in Libia nel 1933-34, molto prima dell’ondata migratoria del '38 voluta da Italo Balbo (da leggere: Libia Italiana di Daniele Lembo dove viene spiegato lo sbarco a Tripoli di 20.000 coloni italiani.)
Dato che avevano tanti figli, gli era stata assegnata una casa colonica grande, con molta terra da arare e seminare, ma lontano dai centri abitati, precisamente a BUMAD pochi km da Tigrinna, dove abitavano molti nostri parenti e paesani dell’Abruzzo.

Tutto quello che scrivo, mi è stato raccontato in famiglia perche io ero ancora bambino.
Preciso che Tigrinna era un paesino in cui c’erano molte cose fra cui cinema, ambulatorio, chiesa, bar, bocciofila, ecc., mentre dove abitavamo noi non c’era niente, qualche casa colonica ogni chilometro.
Noi avevamo la fortuna di avere molta acqua, avevamo un pozzo da cui veniva pompata quando era necessaria.
Avevamo molta terra ma anche molto lavoro nei campi, anche per i bambini.
Mio fratello Batino e mia sorella Liliana all’eta di 10 anni erano gia nei campi a raccogliere il tabacco, iniziando alle 5 di mattina, perchè poi alle 10 interrompevano, per la temperatura bruciante che saliva fino a 45 gradi.
Avevamo tutti gli ortaggi e legumi necessari, piante di olive ed un frantoio e l’aiuto di un cammello che girava la pietra.
Anche uva e facevamo il vino.
Avevamo anche un forno in cui una volta alla settimana facevamo il pane, insieme ad altri paesani vicini.
Ma il lavoro che rendeva qualche soldo era il tabacco che, dopo la raccolta ed essiccatura, veniva imballato e portato con il carretto col cavallo, all’azienda tabacchi di Tigrinna, dove lavoravano molte donne (anche mia madre Caravaggio Ersilia) addette alla selezione del tabacco per classe di qualità e poi veniva spedito in Italia. Nella zona desertica di BUMAD vi erano molti animali pericolosi come serpenti, iene scorpioni ed altri.

ll nostro amico arabo Mohamed                                     Clic per ingrandire l'immagine
L'arabo in questa foto si chiama MOHAMED,che con altri arabi, ci aiutava per il lavoro nei campi

In questa fattoria, essendoci molto lavoro, venivamo aiutati da 2 arabi della zona, gente molto umile ed affezionata che veniva pagata oltre che con denaro, anche con il necessario
alimentare per le propie famiglie.
Volevo far capire che tutto questo raccolto, era necessario anche ad alimentare molte famiglie, dato che a quei tempi vi era una famiglia patriarcale, ed i miei zii e zie che si sposavano restavano in famiglia con i rispettivi coniugi e poi naturalmente figli.
Per molti dei loro mariti era necessario spostarsi dalla campagna verso Tripoli per poter guadagnare qualche soldo liquido.

Avevamo tutto per mangiare, ma soldi non c’e ne erano.
Mi viene in mente che il nonno costruiva dei sandali da lavoro per mio fratello con i copertoni della macchina.
I coloni italiani in Libia hanno emancipato molto gli abitanti del luogo, insegnando loro la coltivazione della terra. Costruendo ospedali, strade, ponti e scuole.

Nel 1958 dopo vari attriti con le autorita libiche, dato che nel 1947 fu firmato un trattato per lasciare tutte le colonie (si preparava ciò che sarebbe successo nel 1970 con la rivoluzione di Gheddafi), fummo messi in condizione di lasciare la Libia.
I nostri genitori non poterono portare niente in Italia, solo 70 kg a persona.
Mio nonno insieme a mio padre e tutta la famiglia trovarono accoglienza nel campo Profughi di Aversa(CS).
Dopo tanto lavoro e sacrifici lontano dalla nostra terra, tornavamo in Italia senza niente e rimboccandosi di nuovo le maniche per ricominciare daccapo

Marcello LUCIANI da Torino














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