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Approfondimenti sulle notizie, sui luoghi e sulle persone citate nel sito.
Probabilmente qualcuno non ha conoscenze approfondite di qualche argomentio, luogo, persone e notizie citate nel sito. Per questo motivo mi sembra giusto e corretto integrarle, ove possibile, con approfondimenti che possano essere utili a meglio conoscere di cosa si parla,
anche se per molti potrebbe essere tutto chiaro e scontato.

 
 
 
 (in ordine alfabetico)

   
Miani
(ex-Fornaci)
 

   
 
 
 
   










AIN-ZARA (da completare...)

Ain Zara è un centro abitato della Libia, nella regione della Tripolitania, a circa 12 km a sud di Tripoli. Nell'antichità fu un importante centro agricolo. Nei dintorni furono trovati avanzi di una necropoli cristiana del IV secolo. Durante la guerra italo-turca, fu occupata dall'Italia il 4 dicembre 1911 dopo un vivace combattimento che liberò dal nemico l’oasi fino a Tagiura. Nel 1912 fu attaccata da forti contingenti arabo-turchi che non riuscirono ad ottenere il successo... (da completare...)


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GARIAN (da completare...) 

Garian è posta a circa 75 km. a sud di Tripoli, sulle pendici dell'altopiano del Gebel Nefusa, la sua popolazione è in gran parte berbera. Per noi di Tigrinna era il punto di riferimento, perchè era sede del Comune (anagrafe) dove si registravano le nascite (e per questo motivo tutti i nati a Tigrinna risultavano essere nati a Garian), della Caserma dei Carabinieri, il Palazzo Reale (estivo), attività commerciali e artigianali e tutto ruotava intorno ad essa, anche economicamente, visto che Tigrinna in pratica già da allora era nel suo hinterland...   (da completare...)    


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IEFREN (da completare...)

Iefren (berbero Yefren, in arabo: يفرن‎) è una città della Libia che si trova nella regione storica della Tripolitania. Dal 2007 fa parte della Municipalità di Al Jabal al Gharbi; precedentemente è stata il capoluogo della municipalità omonima.
Yefren è una città berbera arroccata su una rupe a circa 700 metri di altitudine sul bordo settentrionale dell'altopiano del Gebel Nefusa.
Nei dintorni della città si possono visitare un paio di antiche moschee, il villaggio di Al Ghala (4 km a nord), e le modeste ma interessanti rovine romane di Safit (18 km a nord)...
(da completare...)


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MIANI (da completare...)

Miani nasce come una caposaldo difensivo delle truppe italiane, a circa 5 km. da Tripoli, col nome Fornaci.
Nel 1940 la località Fornaci, il cui nome era stato mutato in Miani, era diventato un villaggio agricolo posto all’incrocio delle strade asfaltate Miani-Tagiura-Misurata e Miani-Tripoli. La sua economia si basava principalmente sulle primizie ortofrutticole e sull’industria del latte. Oltre all’ufficio postale, allo spaccio e alla scuola elementare, Miani aveva anche un ambulatorio retto dal Dott. Salvatore Caliendo e varie associazioni. La scuola era diretta dal Sig. Paolo Farina.
Fra le cose notevoli da ricordare vi era il viale, fiancheggiato da splendidi eucalipti, che giungeva fino a Porta Benito, lungo il quale, a metà circa del suo percorso, sorgeva una piccola moschea dove è sepolto il santone Sidi al Masri, che diede il nome alla località dove sorgeva l’Ufficio Agrario, con annesso campo sperimentale ed una sezione zootecnica.
Fra Sidi Masri e Miani esisteva anche un orfanotrofio tenuto dai Padri Giuseppini, diretto dal Prof. Padre Giovanni Michetti...
(da completare...)


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SUANI ben ADEN (da completare...)

Suani Ben Adem (in arabo: سواني بن آدم, Suwānī ben Ādam) è un centro abitato della Libia, nella regione della Tripolitania, a circa 30 km da Tripoli, a poco più di metà strada tra la capitale libica e Castel Benito, (oggi Ben Gascir, sede dell’aeroporto intercontinentale). Era uno dei pricipali centri di concessioni agricole, durante l’occupazione italiana... (da completare...)


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SUK el JUMA (da completare...)

Suk el Juma Sūq al-Jumʿa (anche Suk el Giuma, o Sugh el Giumaa (in arabo: سوق الجمعة), letteralmente "Mercato del venerdì", è una località della Libia, situata 5 km ad est di Tripoli e ormai inglobata nell'area metropolitana della capitale.Negli anni del colonialismo italiano fu sede di uno dei sei circondari della Provincia di Tripoli, con giurisdizione sulla zona della Tripolitania ad oriente della capitale
La cittadina era attraversata dal circuito cittadino su cui si disputò, dal 1925 al 1933 il Gran Premio di Tripoli, e fu proprio in questa località che, nel 1930 perì in un tragico incidente il pilota Gastone Brilli-Peri[2]. L'evento spinse le autorità a progettare un più sicuro autodromo cittadino, che fu inaugurato nel 1933 dall'allora governatore Italo Balbo sulle rive lago salato di Mellaha, nei pressi di Sūq al-Jumʿa.
Sempre sulle rive del lago fu costruito l'aeroporto militare di Mellaha. La base fu usata dall'Regia Aeronautica italiana e dalla Luftwaffe tedesca durante la Seconda guerra mondiale. In seguito ospitò fino al 1970 una base dell'aviazione americana con il nome di "Wheelus Air Base",[3] e dopo il colpo di Stato di Gheddafi del 1969, prese il nome di "Base aerea ʿOqba ben Nāfiʿ" e fu una delle principali installazioni operative dell'aviazione libica.
Durante la guerra fredda ospitò alcuni uomini e velivoli dell'Aeronautica Militare Sovietica, e fu uno dei principali obiettivi dei bombardamenti americani sulla Libia del 1986. Dal 1995 la struttura è stata convertita per uso civile ed ora ospita l'"Aeroporto internazionale di Mitiga", (IATA: MJI, ICAO: HLLM) secondo aeroporto per importanza della città di Tripoli, con collegamenti alle città di Bengasi, Misurata, Istanbul e Aleppo...
(da completare...)


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TIGRINNA (da completare...)

Tigrinna è posta a circa 4 km. a sud di Garian (città a circa 80 km. a sud di Tripoli), ma che della quale oggi è, ormai completamente, una zona inglobata nel suo tessuto urbano, facilitato dall'essere attraversata dalla Garian Road, l'arteria che partendo da Tripoli, attraversa la Libia da nord a sud fino al deserto.

In Libia (allora colonia italiana) dopo un pluriennale processo di demanializzazione delle aree fertili vicino alla costa, mediante espropri e acquisti, fu deciso, intorno al 1931, una decisa accelerazione dell'intervento di colonizzazione agraria che doveva portare ad insediare 500.000 coloni in vent'anni (cosa poi non riuscita a causa della guerra) e già verso la fine del 1931, si insediarono in Tripolitania circa 5.000 coloni, molti dei quali a Tigrinna.

Gli insediamenti erano costituiti da un centro di servizio, organizzato intorno ad una piazza, generalmente aperta su un lato, intorno alla quale venivano eretti gli edifici pubblici (chiesa, scuole, ambulatorio, ufficio postale, locanda, ecc. ).

A Tigrinna questo centro di servizio era stato costruito ex-novo a circa 1 km dal villaggio originario, dove era posta anche la caserma della Polizia e la Finanza, mentre l’Azienda Tabacchi, il Mulino, il Frantoio, il campo sportivo, lo Spaccio e gli Uffici erano tutti concentrati in prossimità del paese Tigrinna, dove c’era anche qualche attività artigianale e commerciale.

Gli edifici colonici unifamiliari o bifamiliari, ad un solo piano, erano posti direttamente sui singoli appezzamenti assegnati. La finalità dell'operazione, era la creazione della piccola proprietà contadina. Lo stato forniva i mezzi necessari alle famiglie, che avrebbero ripagato gli anticipi ricevuti, riscattando nel tempo la casa e la terra. L’attività principale a Tigrinna, oltre alla coltivazione cerealicola, olearia (merito dei maestosi, enormi e secolari ulivi) e ortofrutticola, era la coltivazione del tabacco, che veniva acquistato dall’Azienda Tabacchi e che poi utilizzava manodopera stagionale (gli stessi coloni e familiari) per la lavorazione finale, creando ulteriore occupazione a stimolo della non molto brillante economia locale.

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Aggiungo uno stralcio relativo a Tigrinna, tratto dalla tesi di laurea dell'Ing. Vittoria CAPRESI
Stralcio della tesi:


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L’AZIENDA DI TIGRINNA, PROTOTIPO DELLA COLONIZZAZIONE DI STATO

La struttura dell’ATI, Azienda Tabacchi Italiani, e il sistema di gestione del comprensorio utilizzato dall’azienda per la coltivazione del tabacco nei pressi di Tigrinna, funzionarono come prototipo per la colonizzazione demografica di Stato. La peculiarità dell’esperimento consisteva nell’interporre tra il privato latifondista e le famiglie di coltivatori italiani, un organo intermedio parastatale preparato ad assumersi le responsabilità e il controllo dell’immigrazione delle famiglie e dell’avvaloramento agrario. L’Ente di Colonizzazione della Cirenaica, istituito nel giugno del 1932, ricalcò l’esempio dell’ATI.

Tigrinna fu, inoltre, il primo caso dove venne costruito un centro agricolo, in cui furono concentrate le funzioni indispensabili a garantire il sostegno culturale, religioso e tecnico, di cui le famiglie dei lavoratori sparsi sul territorio necessitavano. Il centro venne realizzato in posizione baricentrica rispetto al comprensorio, su un altipiano leggermente rialzato rispetto al territorio circostante, così che l’alto campanile della chiesa risultasse visibile tutt’intorno. Organizzati attorno alla chiesa c’erano inoltre una scuola con alloggi per gli insegnanti, l’alloggio del parroco, un dopolavoro per gli agricoltori e una cooperativa di consumo. Furono realizzati anche edifici tecnici, come le sedi dell’Azienda e alcuni magazzini per il tabacco. Tutti gli edifici si raccoglievano su una piazza chiaramente perimetrata da un muro lungo tutto il confine. I centri rurali realizzati dal 1934, così come quelli per le due colonizzazioni di massa del 1938 e 1939, seguirono questo stesso modello.

IL FUNZIONAMENTO 

L’idea iniziale dell’impresa sorse per iniziativa dei Monopoli di Stato, che effettuò alcuni esperimenti sull’altopiano del Garian (a sud di Tripoli) negli anni tar il 1925 e il 1930. Gli esperimenti dettero esiti favorevoli, e all’inizio del 1932 nacque, con DG del 22 febbraio 1932, la “Società Anonima dei Tabacchi Italiani per le colture dei tabacchi del Garian”. Il contratto stipulato con lo Stato prevedeva che il governo della Tripolitania fornisse 1000 ettari di terreno, su cui l’ATI si impegnava a installare 500 famiglie in un periodo di tempo di 5 anni, assicurando il trasporto dall’Italia e il necessario sostentamento economico all’inizio dell’avvaloramento, oltre che continua assistenza tecnica durante la produzione.

La colonizzazione iniziò nel secondo semestre del 1931 e 22 famiglie abruzzesi vennero insediate in altrettante case coloniche costruite sull’altipiano di Garian, presso Tigrinna, in territori che oscillavano tra i 400 e i 700 metri sul livello del mare. Ogni famiglia aveva in gestione un lotto di 2 ettari, la cui metà era destinata alla coltivazione del tabacco, e il resto ad olivi e ad un orto per il sostentamento diretto.

Il contratto stipulato tra i coloni e l’Azienda prevedeva che in 30 anni il terreno e il podere passassero di proprietà ai coloni, che nello stesso periodo avrebbero dovuto risarcire le anticipazioni ottenute. Nel 1933 le famiglie stabili risultavano 230, suddivise in 115 case doppie con stalla e cisterna costruite sul confine tra due lotti.

Il terreno a disposizione delle famiglie risultò presto essere troppo esiguo, e nel 1936 Balbo dimezzò il numero delle 500 famiglie, portando gli agricoltori a 270, così che ogni famiglia potesse ricevere un appezzamento di terreno maggiore. Il sovrappiù di manodopera venne utilizzato per la realizzazione di lavori pubblici, come la costruzione di cisterne, strade, edifici.

Nell’aprile del 1938 fu costruito anche un mulino per la macinazione del grano coltivato dai contadini, e sempre nell’ottica del sostentamento autarchico, un oleificio per la produzione dell’olio, completamente finanziato a fondo perduto dallo Stato. Il testo tedesco Schmieder e Wilhelmy del 1939, dedicato ad un resoconto dell’avvaloramento fascista della Libia, scrive che i finanziamenti a fondo perduto sostennero l’attività dell’ATI praticamente durante tutta la sua esistenza, così come il prezzo del tabacco venne mantenuto alto a favore delle famiglie contadine, per permettere loro di coprire le spese. Il valore politico dell’avvaloramento a Tigrinna era comunque troppo alto per considerare gli aspetti economici negativi, il territorio colonizzato e “redento” costituiva infatti un avamposto geografico e politico fondamentale, un baluardo degli ideali fascisti nell’entroterra a sud di Tripoli.

LO SPAZIO CHIUSO A TIGRINNA
La realizzazione di Tigrinna nel 1931-32, primo centro rurale di nuova fondazione in territorio libico, annuncia quali saranno i motivi urbanistici adottati nei successivi centri. L’esempio di Tigrinna ha infatti influenzato non solo il sistema produttivo aziendale e l’organizzazione politica dei coloni, ma il nucleo degli edifici realizzato per i lavoratori dell’Azienda Tabacchi contiene in potenza tutti gli elementi urbanistici che verranno sviluppati nei villaggi progettati e realizzati successivamente per la colonizzazione gestita dallo Stato. E’ per questo necessario estrapolare la planimetria dalle tipologizzazioni proposte e analizzate qui di seguito, leggendo lo schema generale come l’antecedente delle soluzioni urbanistiche successive.

Il disegno di Tigrinna consiste in una piazza su cui si affacciano gli edifici amministrativi, la chiesa è realizzata assialmente all’ingresso alla piazza, e occupa l’intera larghezza del lato opposto. Il lato destro della piazza rispetto alla chiesa è delimitato da un muro di cinta plasticamente articolato, che alterna panche a corpi verticali. Il muro è relativamente basso, e non ha funzione difensiva o di demarcazione della proprietà. Il confine che delimita è comunque fondamentale per la definizione dello spazio interno del villaggio, circoscritto e chiaramente definito rispetto all’esterno. Il setto di muro sembra essere la soluzione più spontanea alla necessità di creare un perimetro, soluzione che viene rielaborata nei centri successivi, in cui la piazza, come detto principio generatore del centro, è delimitata più articolatamente grazie ad una catena di edifici collegati tra loro.
A Tigrinna viene in definitiva anticipato lo schema planimetrico base, nella forma più semplice di uno spazio rettangolare, dominato sul lato breve opposto all’ingresso, dalla chiesa, su cui si affacciano sul perimetro gli edifici che contengono le principali funzioni amministrative e direzionali. Fatto fondamentale è che lo spazio interno è fisicamente e chiaramente definito e delimitato.


LA CHIESA DI TIGRINNA

Delle realizzazioni precedenti all’attività dell’Ente di Colonizzazione, si ricorda il centro rurale realizzato a Tigrinna in gestione all’Azienda Tabacchi Italiani del Garian. La chiesa, costruita probabilmente intorno al 1931-33, anno dell’arrivo dei primi coloni dall’Italia, presenta alcune caratteristiche stilistiche che si distanziano completamente da quello che sarà l’aspetto generale delle chiese realizzate nel 1934 per i comprensori cirenaici dell’ECC e di quelle costruite per le migrazioni di massa del 1938 e 1939. La chiesa di Tigrinna segue un classico schema romanico a impianto basilicale a tre navate, con copertura lignea a capriate. La facciata è leggermente più alta rispetto alla copertura, così da nasconderla, ed è articolata da un portico a tre archi di fronte all’ingresso leggermente rialzato rispetto al piano di calpestio esterno, e da un rosone a raggi. La torre campanaria segue anch’essa un classico schema romanico, a pianta quadrata, compatta nelle forme è alleggerita dalle monofore ad ogni piano, e dalle trifore superiori sui quattro lati della cella campanaria. L’impiego dei materiali sottolinea ulteriormente il debito verso il romanico: u rivestimento in travertino si distingue nelle parti gerarchicamente più importanti della struttura, e nelle decorazioni degli archi e delle mensole. Le pareti esterne sono rivestite secondo uno schema a livelli orizzontali, in travertino il basamento, in laterizio fino all’imposta degli archi delle finestre, e intonacate fino alla copertura. Anche la torre campanaria è rivestita in travertino fino alla stessa altezza del travertino della chiesa, a mattoni fino all’imposta dell’arco della prima monofora, intonacata fino alla mensola su cui poggiano le colonne della cella campanaria, nuovamente in laterizio. Travertino è utilizzato anche per i pilastri che sorreggono il portico della facciata, conformati secondo un semplificato basamento, fusto e capitello, accennato nelle forme ridotte di un pulvino.
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Questo stralcio l'ho inserito per dare un'idea più approfondita sulla nostra Tigrinna. Ovviamente va tenuto presente che l'autrice di questa ricerca ha visto tutto nell'ottica del pensiero di ingegnere e quindi ha evidenziato soprattutto l'analisi delle costruzioni.
(da completare...)


Ubari (arabo: أوباري Awbāri) è una città, attualmente di circa 40.000 abitanti, della regione del Fezzan nella Libia del sud-ovest. È il capoluogo della municipalità di Uadi el-Agia. La città si trova al centro dell'oasi omonima. Ubari si trova nella valle dello Uadi el-Agial, fra l’altopiano del Messak Sattafat e l’Idhan di Ubari. Lungo questa valle si trovano altre oasi e passa la strada che collega Sabha, nella zona centrale del Sahara, con Awaynat e Ghat nella parte sud-occidentale al confine con l'Algeria. In epoche passate questa strada era uno dei principali itinerari trans-sahariani, percorso dalle carovane che collegavano i porti del mediterraneo con le regioni dell’Africa occidentale. Lungo tale strada, a circa di 30 km. a est di Ubari si trova l’oasi di Germa che ospita i resti di una antica città berbera capitale del regno dei Garamanti. A metà strada fra Ubari e Sabha, nell’erg di Ubari in direzione nord, si trovano quattro piccole oasi con relativi laghi salati che costituiscono una delle attrattive turistiche della zona. Le oasi e i laghi più noti sono quelli di Gaberoun e di Um el Ma.


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Per tutti coloro che non sono nati a Tigrinna o Garian, ecco le schede conoscitive di tutti gli altri



Qui potete trovare le schede di ciascun insediamento, grazie al grande lavoro dell'Ing. Vittoria CAPRESI, che gentilmente ha acconsentito alla loro pubblicazione. Per notizie sull'Ing. e altro, possono essere utilizzati i seguenti collegamenti informatici:
Per notizie ulteriori sugli insediamenti in Libia: http://njema.weebly.com/uploads/6/3/4/5/6345478/vittoria_capresi_-_i_centri_rurali_di_fondazione_libici_tesi_di_laurea.pdf
Per notizie ulteriori relative all'ing. CAPRESI:
http://guc.academia.edu/vittoriacapresi
E-mail ing. CAPRESI: 
vcapresi@gmail.com

Questo è un lavoro certosino eseguito dalla Dott.ssa CAPRESI, che fa parte della tesi di laurea, discussa all'Università di Vienna il 1.6.2007, dal titolo:
"I CENTRI RURALI LIBICI - L'Architettura dei centri rurali di fondazione costruiti in Libia - colonia italiana - durante il fascismo (1934 - 1940)"
e tutta dedicata al lavoro italiano in Libia. Sono le schede del tanto lavoro, del tanto sudore e delle tante speranze dei coloni italiani...

PER VISUALIZZARE LA SCHEDA CHE INTERESSA, CLIC SUL NOME DELLA LOCALITA'

ALBA

[AL FAGER]
località Ras Hilal, nei pressi di Derna
(villaggio musulmano) - Cirenaica


 
CORRADINI

[GANIMA]
Provincia di Tripoli
(Centro rurale) - Tripolitania

 
GIODA

[EL KRARIM]
Provincia di Misurata
(Frazione) - Tripolitania

 
OBERDAN
[BATTAH]
Provincia di Bengasi
(Centro rurale) - Cirenaica

BARACCA
[AL FARZUCAH]
Provincia di Bengasi
(Centro rurale) - Cirenaica


  CRISPI
[TUMMINAH]
Provincia di Misurata
(Centro rurale) - Tripolitania


  GIORDANI
[AN NASIRIYAH]
Provincia di Tripoli
(Centro rurale) - Tripolitania

  OLIVETI
[GEDDAIEM]
Provincia di Tripoli
(Centro rurale) - Tripolitania


BATTISTI
[QUARNADAH]
Provincia di Derna
(Centro rurale) - Cirenaica


  D'ANNUNZIO
[AL BAY YADDAH]
Provincia di Bengasi
(Centro rurale) - Cirenaica


  LUIGI DI SAVOIA
[LABRAH]
Provincia di Derna
(Centro rurale) - Cirenaica


  RAZZA (già PRIMAVERA)
[MESSAH]
Provincia di Derna
(Centro rurale) - Cirenaica


BEDA LITTORIA
[ZAVIA EL BEDA]
Provincia di Derna
(Centro rurale) - Cirenaica


  DELIZIOSA
[NAIMA]
nei pressi di Misurata
(villaggio musulmano) - Tripolitania


  MADDALENA
[EL AWELYA]
Provincia di Bengasi
(Centro rurale) - Cirenaica


  RISORTA
[NAHIBA]
località Gerdes El Abid, nei pressi Barce (villaggio musulmano) - Cirenaica

BERTA
[GUBBA]
Provincia di Derna
(Centro rurale) - Cirenaica


  FILZI
Provincia di Bengasi
(Borgata) - Cirenaica


  MAMELI
[OMAR AL MUKHTAR]
Provincia di Derna
(Centro rurale) - Cirenaica


  SAURO
Provincia di Bengasi
(Borgata) - Cirenaica



BIANCHI
[ZAHRA]
Provincia di Tripoli
(Centro rurale) - Tripolitania


  FIORENTE (già BALBO)
[MAHAMURA]
località Tuebia, nei pressi di Zavia
(villaggio musulmano) - Tripolitania


  MARCONI
[UADI XEA]
Provincia di Tripoli
(Centro rurale) - Tripolitania


  TAZZOLI
[SIDI AS SAYD]
Provincia di Tripoli
(Borgata rurale) - Tripolitania


BORGO TORELLI
(Centro rurale) - Cirenaica



  FIORITA
[ZAHRA]
località El Atrum, nei pressi di Derna
(villaggio musulmano) - Cirenaica


  MICCA
Provincia di Tripoli
(Borgata rurale) - Tripolitania


  VERDE
[CHADRA]
località Gerdes Gerrari, a SE di Slonta
(villaggio musulmano) - Cirenaica


BREVIGLIERI
[EL KHADRA]
Provincia di Misurata
(Centro rurale) - Tripolitania


  GARIBALDI
[DAFNIA]
Provincia di Misurata
(Centro rurale) - Tripolitania


  NUOVA
[GEDIDA]
località Bu Traba, nei pressi di Tolemaide(villaggio musulmano) - Cirenaica

  VITTORIOSA
[MANSURA]
nei pressi di Apollonia
(villaggio musulmano) - Cirenaica


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E' con grande piacere che voglio segnalare la pubblicazione (successiva alla tesi) da parte dell'Ing. CAPRESI,
di un libro sullo stesso argomento, dal titolo:

L'Utopia Costruita. I Centri Rurali di Fondazione in Libia (1934-1940)
Edizione italiana e inglese. Bologna: BUP, 2010
Maggiori informazioni le trovate cliccando qui, al seguente indirizzo:
http://www.mondadoristore.it/utopia-costruita-Centri-Vittoria-Capresi/eai978887395496/


   



 
 








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