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Marcello

LUCIANI

 

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Le testimonianze, attraverso le foto, della nostra vita a Tigrinna...

Una pagina per... Marcello LUCIANI - Le foto e i ricordi incancellabili della nostra memoria, della nostra vita in Libia. Il sudore dei nostri cari sparso tra le zolle di una terra sempre amata...

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I nostri ricordi intrisi di profonda nostalgia, così come vengono alla penna... spontaneamente!

La mia famiglia (nonno Sabatino e mio padre Luigi) e’ emigrata in Libia nel 1933-34, molto prima dell’ondata  migratoria del '38 voluta da Italo Balbo.

(da leggere: Libia Italiana di Daniele  Lembo dove viene spiegato lo sbarco a Tripoli  di 20.000 coloni  italiani.)

Dato che avevano  tanti figli, gli era  stato assegnato una casa colonica grande con molta terra da arare e seminare, ma lontano dai centri abitati, precisamente a Bumad, pochi km da Tigrinna, dove abitavano molti nostri parenti e paesani dell’Abruzzo.

Tutto quello che scrivo, mi e stato raccontato in famiglia perche io ero ancora bambino.

Preciso  che Tigrinna  era un paesino  in cui c’erano molte cose fra cui il cinema, ambulatorio, chiesa, bar bocciofila, ecc, mentre dove abitavamo noi  non c’era niente, qualche casa colonica ogni chilometro. Noi avevamo la fortuna di avere molta acqua, avevamo un pozzo da cui veniva pompata quando era necessaria.

 

 

Avevamo molta terra  ma anche  molto lavoro  nei campi, anche per i bambini .

Mio fratello Batino e mia sorella Liliana all’eta di 10 anni erano già nei campi a raccogliere il tabacco  iniziando alle 5 di mattina perche poi alle 10 interrompevano perchè la temperatura bruciante saliva fino a 45 gradi.

Avevamo  tutti gli ortaggi e legumi  necessari, piante di olive  ed un frantoio e l’aiuto di un cammello che girava la pietra. Anche uva  e facevamo il vino. Avevamo anche un forno in cui una volta alla settimana facevamo il pane, insieme ad altri  paesani vicini .

Ma il lavoro che rendeva qualche soldo era il tabacco che dopo la raccolta ed essiccatura veniva imballato e portato con il carretto col cavallo, all’azienda tabacchi di Tigrinna ove lavoravano molte donne  (anche mia madre Caravaggio Ersilia) addette alla selezione del tabacco per classe di qualità, e poi  veniva spedito in Italia. Nella zona desertica di Bumad vi erano molti animali pericolosi come serpenti, iene,  scorpioni ed altri.

 

I nostri genitori non poterono portare niente in Italia, solo 70 kg.   a persona. Mio nonno insieme a mio padre  e tutta la famiglia trovarono accoglienza nel campo Profughi di Aversa (CE). Dopo tanto lavoro e sacrifici lontano  dalla nostra terra tornavamo in Italia senza niente e rimboccandosi di nuovo le maniche per ricominciare daccapo.

 

In questa fattoria, essendoci molto lavoro venivamo aiutati da 2 arabi  della zona, gente molto umile  ed affezionata che veniva pagata oltre che con denaro, anche con  il necessario alimentare per le propie famiglie.

Volevo far capire che tutto questo raccolto,era necessario anche ad alimentare molte famiglie dato che a quei tempi  vi era una famiglia patriarcale, ed i miei  zii e zie che si sposavano restavano in famiglia  con i rispettivi coniugi e poi naturalmente i figli. Per molti dei loro mariti  era necessario spostarsi dalla campagna verso Tripoli  per poter guadagnare qualche soldo liquido.

 Avevamo tutto per mangiare, ma soldi non c’e  ne erano. Mi viene in mente che il nonno costruiva  dei sandali da lavoro per mio fratello con i copertoni della macchina.

I coloni italiani  in Libia hanno emancipato molto gli abitanti del luogo, inparando loro la coltivazione della terra. Costruendo ospedali, strade, ponti e scuole.

Nel 1958 dopo vari attriti con le autorita  libiche, dato che nel 1947 fu firmato un trattato per lasciare tutte le colonie (si preparava ciò che sarebbe successo nel 1970 con la rivoluzione di Gheddafi), fummo   messi in condizione di lasciare la Libia.

L'arabo in questa foto si chiama Mohamed 

Marcello LUCIANI

29 aprile 2013

e con altri arabi ci aiutava per il lavoro nei campi 

La mia famiglia

La mia famiglia

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da sinistra: papà Luciani Luigi, mamma Caravaggio Ersilia, Guzzo Arturo e la moglie Luciani Lina, la ragazza non so

e il piccolo Marcello (io) sul cavallo a dondolo

 

da sinistra: Luciani Luigi, Jolanda, Guido,

Luciani Sabatino, Andreoli Rachele, sul braccio Lina, la mamma Teresa, la figlia Teresa, Ida, Isoletta.

 

Questa foto e stata fatta a BUMAD alcuni km dopo GARIAN, verso la zona desertica. Sono i miei nonni Luciani Sabatino e Andreoli Rachele, il ragazzo è mio padre Luciani Luigi e poi le mie zie Ida, Isoletta, Jolanda

Papà Luigi Luciani sul camion

e un aiutante arabo.

 

 

Il balilla

Mohamed

Di Noro Giovanni

piccolo balilla

 

Un nostro aiutante libico

 

 

Foto di gruppo

Alla colonia...

La famiglia Di Noro

Ciak, si gira!

Foto di gruppo vicino al camion. Quello con la giacca

è mio padre LUCIANI LUIGI.

Gli altri sono da identificare

 

Di Noro Giovanni ed altri, alla colonia dei piccoli balilla.

Chissà se qualcuno riesce a riconoscersi...

 

 

Questa è la famiglia Di Noro Giuseppe

ed altri amici

 

 

Questa foto e stata fatta quando mio padre Luciani Luigi,  insieme ad altri amici, è stato preso a far parte della troupe del film TIMBUCTU, con Jhon Wajne, Sophia Loren e Rossano Brazzi girato nelle zone desertiche dopo Garian.

La trebbiatura del grano

Con amici da identificare...

Processione di S. Rocco

Davanti al Camion

Mio padre Luigi Luciani con alcuni amici, 

durante la trebbiatura...

 

Mio padre Luigi Luciani, con la giacca,

con alcuni amici da identificare

 

La processione davanti alla chiesa di Tigrinna,

durante le feste di agosto.

il primo davanti si riconosce mio padre Luciani Luigi

da sin.: Caravaggio Ersilia, Luciani Sabatino,

Andreoli Rachele, Luciani Liliana (mia sorella),

sul camion: i piccoli Sabatino  e Marcello (io)

(articolo scritto da Marcello LUCIANI)

Sul cavallo a dondolo

Mio nonno e i 7 figli

A Bumad, vicino a casa nostra

Nelle zone desertiche...

Garian anni '30...

W gli sposi...

Una vecchia foto di Garian

degli anni '30...

 

Mio padre Luciani Luigi e mia madre Caravaggio Ersilia

il giorno delle nozze  1 novembre 1941

celebrate nella chiesa di Tigrinna

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