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In data 16 novembre 2012, mi ha scritto:

Aldo BASSANI da Ostia Lido (Roma)

Tre anni fa sono tornato in Libia e ho avuto la fortuna di tornare a Tigrinna nel piazzale dove è la chiesa. l'ambulatorio e le scuole, l'emozione è stata tanta che non sono riuscito a fotografare quei posti.
Cercherò di rintracciare qualche foto e ve la invierò. Comunque il parroco si chiamava Padre Giuliano Vailati e il Medico dott. Tripoti, alle poste il sig. Mammone.
Spero di ricevere altre notizie dal sito che visiterò periodicamente. Io adesso in pensione vivo a Ostia Lido vicino a Roma e l'estate la passo in Sardegna ad Alghero.

Tutti i nomi menzionati dei coloni sparsi nel territorio di Tigrinna-Garian, mi ritornano nella memoria.
Un affettuoso saluto e attendo notizie e scambio di informazioni. Grazie.

Aldo.

Le lettere sono ordinate e pubblicate secondo la data di arrivo. Viene pubblicata SOLO LA PRIMA LETTERA inviata da ciascun amico che scrive...

Anche io sono nato a Tigrinna nel giugno del 1934. Il mio nome è Bassani Aldo e abitavo all'incrocio delle strade che conducevano a Garian-Assaba e la chiesa, esattamente prima del campo di calcio e l'azienda Tabacchi.

Mio padre gestiva lo spaccio per tutti, compresi i coloni che vivevano a Tigrinna.

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In data 2 gennaio 2013, mi ha scritto:

Giovanni LUCIANI da Appiano Gentile (Como)

Sbarcati a Siracusa siamo stati indirizzati al Campo Profughi di Servigliano, provincia di Ascoli Piceno. Da una bella casa colonica di 8 stanze ci siamo trovati in un monolocale 5x5, io, mia sorella Gabriella (Lina) e i miei genitori, Nicola Luciani e Maria Bucco. Che pena!!!

Nel febbraio 1955 abbiamo accettato l’assegnazione di una casa popolare per profughi a Pescara e lì è iniziata la nostra avventura italiana.

Nel 1968 le circostanze della vita ci hanno portati a trasferirci a Como, e dal 1976 io abito ad Appiano Gentile (Co) mentre mia sorella continua a vivere a Como. I nostri genitori da un pò non ci sono più, io e mia sorella abbiamo perso i rispettivi coniugi.

Tutti i parenti della generazione dei genitori non ci sono più, ma a Pescara sono rimasti molti cugini nati tutti a Tigrinna, fanno parte delle famiglie Memme e Cardinelli. Una nostra cugina, figlia di Giuseppe Luciani, vive in Romagna. Tutta la nostra famiglia è originaria di Fossacesia, (Ch).

La migliore amica di mia sorella a Tigrinna era Anna Polsoni, che ho visto nelle persone che ti hanno inviato una mail. Che potenza Internet!!!!! Puoi cortesemente chiederle l’autorizzazione ad inviarci mail o telefono per poterla contattare? Ti saremmo estremamente grati. Di seguito ti allego quanto necessario per continuare a colloquiare sia via mail che magari telefonicamente.

Nella speranza/certezza di averti fatto piacere, attendo con altrettanto piacere di leggerti. Un abbraccio.

Giovanni

Ciao Antonio, navigando su Google mi è venuta nostalgia di Tigrinna dove sono nato anche io nel 1942, l’11 agosto e, con grande piacere, mi sono imbattuto nel tuo bellissimo sito. Ci sono tante cose che ci accumunano, oltre al cognome Luciani,(magari siamo anche parenti), anche noi siamo tornati in Italia nel 1953, precisamente il 5 ottobre con la Motonave Argentina.

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Gli amici del sito mi scrivono...

Le lettere di alcuni amici che sono nati o hanno vissuto in Libia

                           Ecco alcune lettere pervenute da amici che sono nati o hanno vissuto in Libia:

                                                                    se avete piacere di pubblicare un Vostro messaggio per ritrovare un amico della Libia,

                                                            raccontare qualcosa, una storia, una cartolina, una foto, una poesia, un ricordo, ecc.,

                                                        mandatemi una mail con i Vostri dati (indirizzo e-mail, indirizzo civico, telefono per contatti).

                                                                    I Vostri dati non saranno mai pubblicati e verranno comunicati a chi è interessato

                                                                                a contattarvi, solo previa Vostra esplicita autorizzazione.

                                     Ovviamente non verranno pubblicate tutte le mail confidenziali, ma solo quelle di interesse generale.   

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In data 5 marzo 2013, mi ha scritto:

Raffaele BRIGNONE da Pesaro

Io non ho un sito, ma ho scritto e pubblicato qualcosa nel sito “Ernandes Domenico” e nel sito “La zeriba”.

A Tripoli ho frequentato la scuola dei Fratelli Cristiani e mi sono diplomato come geometra presso l'Istituto Guglielmo Marconi, suonavo nel gruppo musicale “The Milords”, oggi sono pensionato dopo aver lavorato presso l'INPS di Pesaro.

Ti invio i miei recapiti.

Non appena avrò un po' di tempo visiterò più a fondo  il tuo sito.

Un fraterno saluto.

Raffaele Brignone detto Antonio.

Buon giorno Antonio, come prima cosa ti do del tu, come do del tu a tutti gli italiani di Libia anche se non li conosco personalmente. Sono molto contento di aver trovato un altro italiano di Libia, attualmente siamo sparsi in tutto il mondo ed ho numerosi contatti con Inghilterra, Australia, Malta, Stati Uniti e quasi tutta l'Italia.

Vai alla lettera di:
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In data 21 aprile 2013, mi ha scritto:

Enzo DI CARLO da Torino

Io sono Enzo il terzogenito, poi c'è Silvio il secondo e il primogenito è Mauro. Abitavamo proprio sotto la collina della chiesa e scuola. Come confinanti di poderi avevamo il Sig. Marrone, poi i Sorgini miei nonni e parenti poi i Di Carlo (nonno) poi casa mia e di Iocco,poi c’era La Morgia più avanti il bar di Guido. Ricordiamo il parroco padre Alessio Fumagalli, il dottor Tripodi e l'ing. Bisio la quale sua moglie insegnava alle scuole.

Io sono il più piccolo dei fratelli, sono nato nel 1952, viviamo tutti a Torino. Tra l'altro vicino di casa nostra c'è un altro Luciani di cui io sono amico del figlio che si chiama Marcello. Tra l'altro nella via in cui abitiamo. siamo un bel gruppo di quella zona di Tigrinna. Io ricordo poco perché avevo sei anni quando abbiamo lasciato la Libia ma sicuramente i miei fratelli e mia mamma sanno qualcosa in più.

Noi stavamo proprio sotto quella montagna dove c'era la chiesa e le scuole e dove c'era anche il medico, io andavo all'asilo mal volentieri, quando scappavo il bidello mi rincorreva, per riacciuffarmi, fino a casa. I miei genitori lavoravano alla azienda tabacchi, il tabacco era quello che coltivavamo un po' tutti.

Mio nonno, il papà di mio padre non l'ho conosciuto perché è morto in guerra sotto i bombardamenti delle truppe inglesi durante la ritirata nel deserto della Sirte e si chiamava Mauro. Mio papà aveva due fratelli, uno si chiamava Vincenzo e l'altro Giovanni poi c'erano le femmine Gilda e Lina. Gli unici in vita sono Giovanni che sta vicino Lodi e la zia Gilda che sta a Lanciano.

Quella foto sul sito tuo dove c'e' la persona sul trattore assieme ad altri durante la mietitura è forse Luciani Luigi, figlio di Sabatino Luciani? Tu dove abiti? Ti lascio comunque il mio n. di cellulare.

Nel nostro quartiere qui a Torino ci sono tanti nomi che tu potresti sicuramente conoscere, ad esempio Memme Enrico che abitava vicino alle scuole, sua moglie si chiama Marrone Rosa. Poi ci sono i Castiglione, Perilli, ecc. Questo è quanto ricordo io, in seguito possiamo ancora sentirci. Ti saluto cordialmente e grazie per avermi fatto ricordare quei momenti.

A risentirci a presto.

Enzo.

Sig. Antonio Luciani, nel visionare il tuo sito di Tigrinna, abbiamo scoperto che eravamo vicini di casa. Faccio riferimento di alcuni nomi che stavano vicino a noi che ci chiamiamo Di Carlo. Mio papà era Ernesto (il barbiere di Tigrinna), mio nonno Sorgini faceva il calzolaio.

Una "miniera" di ricordi e notizie...
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In data 23 aprile 2013, mi ha scritto:

Marcello LUCIANI da Torino

Forse siamo anche cugini. Il capostipite, si chiamava Sabatino ed è nato a Mozzagrogna - Lanciano e lavorava la terra a mezzadria per un conte e aveva 2 figli, Rocco e Antonio.

Rocco è rimasto in Abruzzo mentre Antonio (mio nonno) è andato in Libia. Abitavamo a Bu Mad, la frazione più sperduta ma avevamo molti parenti a Tigrinna. A Bu Mad c’erano le famiglie Giammarino, Caravaggio, Pallotta, La Guardia e altre che mi ricorderò dopo.

Sulla strada per andare a Garian c’era la famiglia Morena. A Tigrinna avevamo tanti parenti e amici, il sig. Bellini (manifattura tabacchi), poi Sorgini, Memme, Di Carlo, Di Vito, Di Noro, Perilli, Castiglione, La Morgia, Ciampini, Del Bello, Caravaggio, Marrone ed altri.

Qui a Torino c’è una grande comunità di profughi della Libia, molti sono morti,

Memme Enrico c’è e potresti scambiare buoni ricordi se ti metti in contatto con lui. Ho visto le foto sul sito, mio padre Luciani Luigi è quello sul caterpillar con il cappello vicino a Memme (scrivilo sulla dicitura). Mio padre andava a trebbiare da tutti. Insegnava scuola guida a Garian o a Tigrinna, dato che conosceva strade nel deserto e guidava bene. Una volta, insieme ad altri, è stato preso da una troupe americana, ma produttore Carlo Ponti, per girare un film nel deserto, titolo TIMBUCTU con John Wajne, Sophia Loren e Rossano Brazzi.

La famiglia Perilli abita qui, gli farò vedere le foto del sito, così come a Memme. Ti manderò anch’io alcune foto dell’epoca, precisando nella dicitura (da archivio di Luciani Marcello), perché poi ti manderò altre foto che mi farò dare da Memme, Perilli ed altri, precisando anche qui l’archivio di provenienza. Non vorrei prendere meriti di altri. Delle foto, dove posso, ti preciso chi sono per la dicitura sottostante.

Per le strade di Tigrinna che volevi  sapere, chiedo a mia sorella che è più grande e si ricorda di più.

Se qualcosa non capisci bene, scrivimi e fammi sapere se hai ricevuto tutto.

Ciao da Marcello.

Ciao Antonio,

ho visto il sito, è una bella idea.

Io sono Luciani Marcello di Torino sono nato a Garian nel '52. Io ero piccolo ma ho molti ricordi, anche dai racconti in famiglia.

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In data 5 maggio 2013, mi ha scritto:

Aurora MAMMONE da Ardea (RM)

Ho due figli e sono in pensione dalla Telecom dal 2001. Ti scrivo perchè ho parecchie notizie da darti circa Tigrinna e Garian; mio nonno materno Romanello Luigi ha abitato a Tigrinna in una casa colonica su concessione dell'ATI di 6.63 ettari con 47 alberi di ulivo.

Era il 22 ottobre del 1934, la sua famiglia numerosa con 6 figli. Mia madre aveva 7 anni e interrogata si ricorda delle famiglie Caravaggio, Morini, La Morgia, Fumante, e del suo maestro elementare che si chiamava Misso Armando.

Per quanto riguarda Bu-maad,  mamma si ricorda che ci abitava come un gerarca cattivo certo Donadio, amico di Graziani che obbligava, al suo passaggio a cavallo, gli arabi ad inginocchiarsi, terrorizzandoli. I ricordi di mamma sono flebili, anche perchè è rimasta a Tigrinna per pochi anni, poi si è trasferita a Garian dove si ricorda delle famiglie Borrelli e Provenzano.

Mio padre invece fece servizio in principio (1939) all'ospedale sanatoriale Carlo Caneva dell'Istituto Naz. Fascista per la Previdenza Sociale costruito nel '37/38 quando il governatore della Libia era Italo Balbo e sorgeva a 1Km e mezzo da Porta Benito e dal  Cinema delle Palme a Garian. Poi nel '40 circa si trasferì all'Ambulatorio medico di Tigrinna, direttore il Dr.Tripoti, la levatrice era la Sig.ra Luisa Manaresi, c'era Padre Callisto e un certo infermiere indigeno berbero Alì Zarrugh che divenne grande amico di papà.

I miei genitori si conobbero a Tigrinna e nel 1943 si sposarono nella bella chiesa di Tigrinna (papà se la ricorda così). Il parroco si chiamava Padre Giuliano Vailati. Papà in seguito insegnò a Sgaieff zona Tigrinna negli anni '45, '46, '47. I colleghi di papà erano: sig.na Anna Provenzano, Attilio Albazzi e la moglie già gestori dell'Uff. Postale di Tigrinna, Martinez, Mario Fabbri, la sig.ra Scolart.

Nel '48 papà fu eletto Consigliere del distretto di Garian e nacqui io, ma mamma mi partori nell'ospedale di Tripoli. Mio padre ha lasciato parecchie sue memorie, che se vorrai ti racconterò, per il momento ti saluto sperando di esserti stata d'aiuto.

A risentirci a presto.

Ciao, mi presento subito dandoti il tu e in contemporanea di porgo i saluti di Paolo Cason che ho sentito proprio stamane. Mi chiamo Aurora Mammone, sono del ' 48, abito ad Ardea (RM) dal 1974 ed è in quest'altra Africa che ho deciso dopo  la cacciata di mettere le mie radici.

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In data 4 marzo 2013, mi ha scritto:

Daniele FIONDA da Torino

dove nacque, a Treglio provincia di Chieti. Mio nonno conobbe mia nonna Cardinelli Assunta a Gharyan e lì tirò su famiglia dove nacquero tutti i figli.

Mio padre ci racconta spesso della vita vissuta in Libia e ce lo racconta con molta nostalgia ed è per questo che girovagando per i siti che riportavano al luogo dove nacque mio padre mi sono imbattutto sul suo sito.

Altri dettagli che le posso dare: Bruno Perilli con la moglie furono i miei padrini di battesimo, ma non c’è mai stata una frequentazione tra noi, quindi conosco anche Vando Perilli. Ho conosciuto Lauretta Cardinelli con suo marito, anche se morirono quando io ero ancora piccolo.

Ho conosciuto una sorella di mia nonna che viveva a Reggio Emilia ed un fratello di mia nonna di cui non ricordo il nome che (vive o viveva ) a Pescara. Come vede i miei sono frammenti di ricordi !!!...

I ricordi di mio padre, della sua esperienza in Libia sono quelli della attività che loro svolgevano, cioè quella dello sfogliamento del tabacco. Dovrei fare a lui una cosiddetta "intervista" per entrare un po’ più nei dettagli.

Comunque ho segnato il suo numero di cellulare e uno di questi giorni se non le dispiace la chiamerò per scambiare due chiacchiere.

Un caro saluto

Daniele Fionda

Mio padre con tutti i suoi fratelli sono nati a Gharyan. Mio padre è nato nel 1937, è figlio di Cardinelli Assunta e Fionda Carmine, ma il vero cognome di mio nonno non era Fionda, bensì Cicchetti.

Non mi sono ben chiari i fatti, ma mi pare che mio nonno fosse figlio di n.n. e Fionda fu un cognome assegnatogli dal comune

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In data 16 maggio 2013, mi ha scritto:

Lori MEMME da Torino

volte divertenti e coloriti (dalla fantasia di mio padre) a volte un po’ meno, che mi fanno comunque assaporare una vita “diversa”che non ho potuto condividere con loro.

Se permette mi presento: mi chiamo Lori e sono figlia di Enrico (Ricuccio) Memme e Rosa Marrone.

Mio padre, ora 88enne, si trasferì a Tigrinna con tutta la sua famiglia all’inizio degli anni trenta, mia madre invece nacque a Garian nel 1936 e lì vennero al mondo anche i miei due fratelli Giuliano e Ivana. Io “purtroppo” al campo profughi di Aversa.

Mia nonna Consiglia era cugina di suo nonno Nicola e quindi, anche se alla lontana, ho scoperto dai loro ricordi un legame di parentela con lei.

Proprio oggi, in uno dei miei pranzi settimanali, i miei genitori mi hanno raccontato di suo padre Fioravante e di sua madre Rosina e devo confessarle che mi sono divertita molto nel sentire le storielle riferite alle vostre famiglie.

Questa mia premessa è per chiederle, se possibile, avere il suo numero di telefono perché mio padre vorrebbe salutarla in ricordo dei vecchi tempi, e per dirle che sono in possesso di molte foto di Tigrinna, Garian e Tripoli e se è interessato potrei inviargliene un po’ per volta.

La ringrazio per l’attenzione e la saluto caramente.

Lori Memme

Buongiorno Antonio,

vorrei iniziare questa lettera per esprimerle la mia riconoscenza, perché grazie al suo sito i miei genitori ogni qualvolta mi reco a trovarli mi raccontano un po’ della loro “storia”. I loro aneddoti a volte divertenti e coloriti (dalla fantasia di mio padre) a

La PRIMA lettera di alcuni degli amici che mi hanno scritto:

La PRIMA lettera di alcuni degli amici che mi hanno scritto:

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In data 18 maggio 2013, mi ha scritto:

Claudio MORENA da Torino

Io sono il quintogenito di Morena Palmerino e dI Luciani Isola, prima di me in ordine Arturo, Angela, Sergio, Fulvia, l' ultimo è Riccardo che però è nato in Italia al nostro arrivo al campo profughi di Aversa (CE) .In Libia vivevamo a Garian.
Tornati nel 1959 io non ho ricordi della Libia e perciò voglio confrontarmi con i più grandi dei miei fratelli che all'epoca avevano 14 e 12 anni circa.
Mi prendo qualche giorno per non scrivere sul sito inesattezze, ciò che è passato a me sono racconti di chi non può più confutarle, il tempo passa e i vecchi con lui.
A presto ti allegherò foto, commenti ed un riassunto del passato della mia Famiglia, nel frattempo cercherò di passare questo bell'incontro a tutti i miei cugini sparsi per l'italia e far sì che aumentino le testimonianze ed i documenti.
Ciao e grazie

Claudio Morena

Ciao Antonio, ho raccolto delle fotografie e sono pronte per essere inviate, devo solo far vedere il sito ed avere il consenso ai miei fratelli poichè poco avezzi all'uso di PC ed e-mail.
E' con piacere che riguardo il tuo sito e inutile dire che mi commuovo sempre.

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In data 19 maggio 2013, mi ha scritto:

Gabriele POLSONI da Torino

A proposito, ho visto la foto delle prove della recita per la scuola, sul tuo sito. I ragazzi siamo, da sinistra: Eva Gallini, Anna Polsoni (mia sorella), Milvia Romanello, Aldo Mazzocchi (Enzo), Gabriele Polsoni (io) e Giovanni Luciani.

Vorrei sapere il tuo numero così magari ci facciamo 2 chiacchiere, anche perché non riesco a ricordarmi di te e vorrei sapere il tuo indirizzo di Tigrinna.

Ti ringrazio. A presto.

Saluti.

Ciao Antonio,

sono Gabriele Polsoni, sono nato a Garian il 25 ottobre 1942, adesso abitiamo a Torino e dal ‘96 sono in pensione. A breve manderò anche alcune foto.

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In data 31 maggio 2013, mi ha scritto:

Teresa GIORGI da Finale Emilia (MO)

Mia mamma si chiamava Maria, mio padre Carmelo, mio fratello Giancarlo, abitavamo vicino alla famiglia Covezzi Adriana, più su ci abitava Mario Fabbri, verso Garian i Cenacchi Rino,  il mio medico era il dott. Tripoti, il parroco era Padre Antonio. Poi il 4-3-1953 mori mio fratello Giancarlo a solo  28 anni, mia mamma fece subito domanda per venire in Italia. In 15 giorni siamo venuti via, ho sofferto molto e tanta nostalgia. Era il 24 -10 -1953, avevo 11 anni, ma ricordo tutto, ci hanno mandato a Servigliano,  provincia  Ascoli Piceno. Dopo 5 mesi  siamo venuti ad abitare a Casumaro, provincia Ferrara. Nel frattempo molti sono venuti in Italia, i Tassinari  nel mio paese  e i Cenacchi  che abitavano a Porotto, provincia Ferrara. Ci siamo rivisti spesso, però quando  è venuta a mancare mia mamma, dopo poco tempo mi sono sposata,  così con la famiglia Cenacchi ci siamo persi di vista. Adesso abito a Finale Emilia provincia Modena.

Io  ho una grandissima nostalgia del mio paese; mio fratello faceva  il meccanico di biciclette prima a Garian e gli ultimi due  anni a Tigrinna, mio padre faceva il calzolaio a Garian. Ho sempre desiderato poter almeno andare  a fare un giro da quelle parti ma adesso non si può e non si sa se si potrà mai.

Le mando tanti saluti a lei e alla sua famiglia  e a tutte le persone che sono nate  là e che soffrono di nostalgia come me.

Teresa.

Mi chiamo Giorgi Teresa e sono nata a Garian. Adesso abito a Finale Emilia, prov. di  Modena.  Ho fatto le elementari a Sgaief,  c’erano tanti ragazzi che abitavano verso Tigrinna, i Giancristoforo, i Gallini, i Vinciguerra, i Di Vito, i Tuponi.  Che nel tuo sito dei cognomi che ho riconosciuto.

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In data 3 giugno 2013, mi ha scritto:

Renzo CENACCHI da Ferrara

Mio padre è Rino Cenacchi e lavorava presso la centrale elettrica di Garian, mia madre è Palermo Anna (Annina) e mi pare fosse una sua vicina di casa. La famiglia di mia madre era composta da mia nonna Nicoletta e i figli Rocco Palermo, Alessandro Palermo (ha sposato Tassinari Aurora), Nicola Palermo (Nicolino), Amaglia Palermo (ha sposato, credo, Cardinelli Antonio), Giuseppina Palermo (ha sposato Tassinari Erasmo), Teresa Palermo (ha sposato Di Battista Pietro), Anna (mia madre), Concettina e Rosina.

Facevano parte della famiglia di mio padre, mio nonno Olinto Cenacchi, mia nonna Fermina Ferlini, mio zio Riccardo (Vivaldo) Cenacchi, mio padre Rino Cenacchi , mio zio Vito Cenacchi e mia zia Vanda.

A Garian abitavo, venendo da Tripoli, all'inizio del paese. Giungendo da Tripoli, prima di entrare a Garian la strada si divideva in due, proseguendo diritto si andava verso il centro di Garian. Strada che passava davanti al monopolio Tabacchi, al "42" credo fosse il numero della caserma/collegio. Nella caserma, ricordo era stata dipinta una parete con un misto tra una carta geografica ed una donna, chiamata " la donna di Garian". Svoltando a sinistra vi era una strada che portava verso altre abitazioni e, proseguendo tra le concessioni , credo si arrivasse anche a Tigrinna.

Mi pare di ricordare che per raggiungere Tigrinna da Garian ci fossero più strade, oppure ad un certo punto, alcune strade bianche, si ricongiungevano con la strada della famosa curva nei pressi della quale abitava lei e i miei parenti Palermo. Comunque, presa la strada a sinistra io abitavo nella prima "Bifamigliare". Ricordo che le case erano affiancate e i terreni in concessione si sviluppavano dalla mezzeria delle case affiancate e andavano uno verso destra e l'altro verso sinistra.

Sulla strada che portava al centro di Garian, sulla destra vi erano i fabbricati che ho già elencato e, a sinistra, dopo una salita vi erano la casa di Zaccari che aveva il bar a Garian, la casa di mio zio, Prainito Giovanni che aveva sposato mia zia Vanda, suo padre Francesco (Ciccio) che avevano i camion ed in ultimo anche il frantoio, il falegname Aleotti (Betti), la scuole, il Palazzo Reale (residenza estiva ).

Ho alcune foto che potrebbero essere interessanti per il sito e pensavo di passarle allo scanner e trasmettergliele prossimamente, dopo aver redatto le didascalie e inserito eventuali nomi con l'aiuto di mia madre.

Ho visto con piacere che tra i frequentatori del sito ci sono anche figli di miei cugini da parte materna, con i quali abbiamo perso i contatti.

Se qualcuno la contattasse per avere il mio indirizzo mail, l'autorizzo a concederlo.

Ancora grazie per quello che ha fatto.

Alla prossima!

Sig. Luciani la voglio ringraziare per le emozioni che ho provato scoprendo per caso il suo sito internet. Mi chiamo Renzo Cenacchi, sono nato a Tripoli nel 1951 ed ho abitato a Garian fino al mese di ottobre del 1960. Nel 1960 ci siamo poi trasferiti in Italia.

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In data 30 giugno 2013, mi ha scritto:

Franco DOTOLO da Busto Arsizio (VA)

Penso come tutti che hanno vissuto in Libia, siamo alla ricerca sempre di qualcosa che ricordi il nostro vissuto in Libia. Nel visitare il vostro sito di Tigrinna, mi sono accorto che c’è una persona che ci accomuna tra Tigrinna e Garibaldi ed è padre Alessio Fumagalli,  parroco di Tigrinna e dopo parroco di Garibaldi. Una persona straordinaria per bontà e semplicità.

Vorrei, se riesco, a ripercorrere la sua vita dal seminario alla sua morte. Quindi ricerco tutto ciò che sia foto, aneddoti,  recensioni, scritti, tutto che sia legato a lui.  Chi  vuol mettersi in contatto con me può farlo tramite il sito.

Aggiungo il mio indirizzo. Un grazie di cuore  a tutti.

Ciao Franco

Un ciao a tutti e in particolare ad Antonio Luciani, complimenti per il sito. Sono Franco Dotolo, vivo a Busto Arsizio (VA), sono nato a Garibaldi di Misurata nel ‘53, dove ho vissuto fino al ’66. Mio padre si chiamava Antonio, era nato a Ariano Irpino, mia madre Micaroni Lucia, nata a Civitella Casanova.

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In data 12 gennaio 2014, mi ha scritto:

Rosetta SALERNO da Siracusa

Alcuni anni fa con dei Padri Carmelitani siamo andati in Terra Santa e ti assicuro che al rientro ho giurato che non avrei più messo piede in Africa perché i controlli e le scene sono sempre le stesse. Può darsi che con il tempo cambio idea ma non lo so.

Mio papà lavorava al Mercato rionale e vendeva pesce al minuto e all’ingrosso e poi aveva insieme ad altri soci una catena di negozi dove vendevano pesce e fornivano diversi alberghi e ristoranti.

Abito a Siracusa e i miei genitori non ci sono più, sono sola ma mi sono integrata bene nella Chiesa e faccio molto volontariato.

Tigrinna l’ho sempre sentita nominare ma non so se ci sono andata. Con mio fratello e i suoi amici andavamo a Breviglieri dove vi erano amici veneti e trascorrevamo lì molte domeniche divertendoci da veri amici.

Ti saluto e ti auguro buon lavoro.

Caro Luciani,

ho appena dato uno sguardo veloce al tuo sito, è veramente interessante e ci porta indietro nel tempo. Io personalmente, però, non ho nostalgia di Tripoli perché ho molta paura che potrebbero succedere dei disordini e rimanere bloccati lì.

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In data 23 febbraio 2014, mi ha scritto:

Alessandro LUCALZI da Latina

Dopo di noi c'erano i Cianfrone Nicola e i Pallotta. Vicino il bar di Zama. Ho studiato a Tigrinna con Castiglione Vittorio, Mazziotti Vittorio, Polsoni Gabriele. Ho vissuto fino al 1960 a Tigrinna e poi mi sono trasferito a Tripoli.

Vi allego alcune delle foto della mia infanzia. Vi saluto tutti. Sarebbe bello rivedersi.

Questa è una raccolta delle foto di una famiglia che abitava a Tigrinna. La famiglia Lucalzi.

I miei genitori si chiamavano Lucalzi Camillo e Perugino Teresa. Io mi chiamo Lucalzi Alessandro e sono nato a Tigrinna nel 1941. Il nostro podere era al numero 99 la seconda palazzina dopo quella della famiglia Memme.

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In data 10 marzo 2014, mi ha scritto:

Franco BELLINI da Udine

stabilimento ATI ove lavoravano i miei, le casette bianche ove siamo nati, le stupende foglie di tabacco, i freschi datteri, i millenari ulivi e tanti, tanti altri ricordi, ti toccano nell’intimo e ti dicono che non è stato un sogno, ma una molto significativa realtà che esprimeva veramente i valori umani, ora purtroppo in corso d’estinzione.

Alcune mie notizie:

Sono nato a Tigrinna il 25 luglio 1939 in una di quelle casette bianche, poi nel 1941, per motivi bellici, donne e bambini vengono rimpatriati in Italia, presso parenti a Fossacesia. Nel 1946 rientro a Tigrinna dove frequento la prima elementare e nel novembre 1947 rientro definitivamente i Italia con tutta la famiglia, dove mio padre continua a lavorare in ATI.

Ciao. Un abbraccio e a risentirci presto.

Gent.mo Luciani,

ho avuto modo casualmente di rivedere dopo 70 anni - quasi fosse un sogno - il mondo che ci ha visto nascere. Descrivere le sensazioni  che  si  provano,  è pressoché  impossibile.  Rivedere  la scuola ove abbiamo frequentato la prima elementare, lo

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In data 23 marzo 2014, mi ha scritto:

Giuseppe DI BATTISTA da Latina

sotto di noi abitavano Palermo, Perilli, Cardinelli e Mazziotti.

Nel 1940, come sai, tutti i bambini dai 6 anni fino a 15 ci hanno portati qui in Italia nelle colonie, nel 1947 siamo ritornati a Tigrinna e abbiamo ripreso a fare i lavori di contadino.

Nel 1952 ho preso la patente di guida e andavo nel deserto con il camion a portare i rifornimenti di viveri, rimanendo in mezzo ai beduini per una settimana, trasportando lo sparto che raccoglievano, fino al cantiere per l’imballaggio. Nel 1953 ho trasportato le masserizie di tanti coloni che ritornavano in Italia. Non ricordo se anche quelli della tua famiglia. Nel 1956 o '57, non ricordo bene, siamo andati a lavorare nei cantieri dei pozzi di petrolio nel Fezzan insieme a tanti di Tigrinna.

In seguito ti mando qualche foto è proprio in quel periodo che mi sono comprato la macchina fotografica. Noi siamo ritornati in Italia a settembre del 1958 e siamo andati nel campo profughi di Aversa.

Antonio ti mando il mio numero di cellulare perché il fisso l’ho tolto che si spendeva troppo,posso chiamare tutti i Tim e i fissi a 4 euro a settimana senza limiti. Tu se vuoi mandami il numero fisso che chiamo io.

Allora caro Antonio conosciamoci meglio:

mi chiamo Giuseppe Di Battista sono nato Garian nella palazzina n. 2 corrispondente ai nn. 3 e 4, il 26-3-1934, a fianco a noi abitava  Di Girolamo Giovanni. Nel  1937  ci  hanno dato una palazzina intera ai nn. 15 e 16 vicino a Cicchetti e Bellisario, più

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In data 7 aprile 2014, mi ha scritto:

Gabriella DI VITO da Ardea (RM)

chiamava Salvatore Di Vito e mia madre Di Risio Maria, la famiglia di mio nonno era molto numerosa, la nostra parrocchia era quella di Tigrinna.

Mio padre era controllore del lavoro che svolgevano i coloni, ti ho mandato una mia foto da piccola con mia sorella Lina vicino casa e una mia foto sempre da piccola seduta su una cisterna, mi ricordo di queste grandi cisterne dove veniva raccolta l’acqua piovana per annaffiare i campi.

I miei genitori coltivavano il tabacco come altri coloni , da piccola volevo aiutare ad infilzare le foglie con ago e filo di corda ma rompevo sempre le foglie, le mani diventavano gialle e quel’odore di tabacco cosi forte.

Da casa mia si vedevano delle montagne dove mio padre andava a caccia e al ritorno raccontava tutto ciò che le capitava ,tra i vari racconti ci fu un particolare che mi colpi, vide una gazzella, gli puntò il fucile, la gazzella si fermò, lo guardò e gli scese una lacrima: lui rimase meravigliato e lo lasciò libero.

Spero di essere stata chiara nella descrizione delle foto che ti ho mandato, se non và fammi sapere.

Un caro saluto

Ciao Antonio,

mi chiamo Gabriella Di Vito, sono nata a Sgaief il 24.05.1949, ho due sorelle e due fratelli Nicola, Rinaldo, Lina e Vittoria, ho visto che hai pubblicato la foto di mio padre davanti casa nostra a Sgaief penso che qualcuno riconoscerà la via, mio padre si

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In data 29 aprile 2014, mi ha scritto:

Ada CLAUT da Arona (NO)

Ieri ho rivisitato il suo Sito che trovo veramente molto bello, interessante, di buon gusto e soprattutto intriso di vita, di vissuti ricchi di emozioni, di ricordi comuni... a questo proposito, io non ho vissuto a Tigrinna, ma in altre località della Libia, una di queste è Suani ben Adem dove ho abitato dal '50 al '52, con la mia famiglia, nell'azienda Paloschi. Vicino a noi abitava la famiglia di Peppino Luciani, molto numerosa, dell'Abruzzo. Io ero amica di una figlia, Lisa e mia sorella di Nenella, un'altra figlia. Non ricordo i nomi degli altri figli, una penso si chiamasse Vanda, un'altra Matilde e poi c'erano altri figli più piccoli. Da lì sono venuta via a 7 anni... alcuni ricordi sono molto nitidi, altri purtroppo no.

Le altre località abitate dalla mia famiglia sono: Villaggio Maddalena in Cirenaica, Suk el Giuma, Sidi Mesri, Miani. Dopo Suani siamo andati ad Ain Zara, da lì ho portato via i ricordi più forti e più impregnati di emozioni e di immagini ancora vive. Nell'aprile del '55 abbiamo lasciato definitivamente la Libia e siamo approdati,come lei, nel campo profughi di Servigliano e, credo anche noi, a luglio del '55 siamo andati ad Ascoli Piceno, città natale dei miei genitori, solo per un anno perché la nostra meta era Milano. Ad Ascoli siamo tornati parecchie volte perché ci abitano alcuni nostri parenti... è una città VERAMENTE STUPENDA!

Motivo della mia lunga chiacchierata? RINGRAZIARLA per il Sito, sapere se ha notizie della famiglia Luciani di cui ho parlato e avere più notizie possibili di tutte le località abitate. E' troppo? Senza nessun impegno, naturalmente!

Grazie ancora. La seguirò con piacere nel suo Sito.

Ada Claut

Da tempo sono incuriosita dal suo cognome "incontrato" per la prima volta nel Sito di Paolo Cason che ho conosciuto personalmente e verso il quale ho grande riconoscenza per aver ritrovato, grazie a lui, la famiglia Mammone con indescrivibile emozione!

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In data 26 giugno 2014, mi ha scritto:

Franca PANTALEONE da Verona

gli italiani che erano ancora là.

Se per te è stata dura venire in Italia, pensa per noi che eravamo lì da vent'anni. Ormai ci rimane solo un bellissimo ricordo indelebile.

Ho dato un'occhiata al tuo sito, molto bello. Dovrò trovare un po' di tempo per guardarlo tutto, perché in questo periodo sono impegnata.

Ciao Antonio, quanti ricordi!

Io sono rimasta a Tigrinna fino alla quinta e poi sono andata a Tripoli per proseguire gli studi. Purtroppo i nomi non me li ricordo tutti, ma Livio Giancristoforo sì, perché ero amica della sorella. Io  sono  tornata in Italia nel 1970 insieme a quasi  tutti

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In data 7 ottobre 2014, mi ha scritto:

Gianni IACI da Aprilia (LT)

La mia maestra si chiamava Lea Tascone. Ora, navigando in questo bellissimo sito, ho visto nella pagina del signor Renzo Cenacchi una foto in cui è ritratta insieme ad una scolaresca (anno 1958/59). L’anno successivo la maestra Tascone, che ancora ricordo con grande piacere, è venuta ad insegnare al villaggio Pietro Micca (al Amiria). Purtroppo non ho foto dell’epoca e quelle che ho visto non sono del villaggio in cui vivevo. Peccato perché mio fratello, che è nato nel 1956, mi chiede notizie di quel tempo ma non sempre riesco ad essere esauriente perché, dopo tanti anni, i ricordi si sono fatti confusi…

L'unico materiale che ho sono solo alcune foto di famiglia, il passaporto dei miei genitori e la mia pagella (se riesco a ritrovarla). Qui ad Aprilia ci sono molti tripolini e alcuni sono proprio di Micca. Andrò a rompere le scatole per vedere se trovo qualcosa.

Per eventuali testimonianze di quel tempo alcune riguardano proprio la Maestra Tascone, ma solo piccoli ricordi. Insegnava contemporaneamente sia la prima sia la seconda elementare. Le due classi erano nella stessa aula, in una fila di banchi c'erano seduti i ragazzi della prima nella fila accanto c'erano i banchi della seconda. Le classi erano miste e vi erano anche tanti bambini arabi.

A metà mattinata c'era la pausa per la ricreazione e andavamo da Lucenti, un'alimentari sotto i portici, a prenderci mezzo panino con la mortadella (al costo di una piastra, se non ricordo male). Un giorno la maestra ci raccontò che molto presto le sarebbe arrivata dall'Italia una bellissima automobile: una Fiat 600.

Per il momento chiudo e ti saluto.

Gianni Iaci

Mi chiamo Giambattista Iaci (Gianni) e attualmente vivo ad Aprilia, in provincia di Latina. Sono nato al villaggio Pietro Micca nel 1952. Abitavo nel podere n°21 e ho frequentato la scuola fino alla seconda elementare. Sono rientrato in Italia nel novembre del 1960 e ho vissuto a Torino fino al 1966.

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In data 7 ottobre 2014, mi ha scritto:

Adam GALLINI dagli Stati Uniti (Pennsylvania e Florida)

Incidentally, Aldo Bassani is the brother of my brother- in- law, Gino Bassani and I also believe that Guiseppe Di Battisa is the person that transported my family to Tripoli during their trip to Italy. One of my regrets is not being able to connect with Aldo on my trip to Italy. After seeking him out in the Rome Airport, I was informed that he was out of town. I would like to take this opportunity to share some of my history and experiences.

In 1952 I went to Tripoli and attended the Saint Franciscan Seminary where I spent a year in college with Giovanni Martinelli, now bishops in Libya and the nephew of my Sister Marta Galante. On arrival to Italy, I spent one month in the Ascoli Piceno Camp. I then went to the Seminary near Brescia where I continued my studies to become a missionary. After a time, my family was shipped from Ascoli Piceno to a camp in Tortona, where they shared one room separated by blankets with another family. They eventually were given a small apartment in Voghera.

Due to my father’s diligence he discovered that there was a small quota that was never closed that I was eligible for. On hearing this, the look in my father’s eyes was all I needed to know that I would leave college and come to America. This process took some time. I finally arrived in America by the Giulio Cesare Ship on May 15, 1957 at the Port of New York. One year later at the age of 19 with the help of a relative, I was able to bring my parents, Guiseppe and Giuseppa Gallini and my younger brother and Sister Orlando and Eva Gallini.

I am happy to say that we have all had a good life here in America, and done well monetarily. My parents lived a comfortable life to the ages of 92 and 96 in their own house.

After spending five years in the restaurant business I was drafted into the United States Army in 1962 and am proud to say I served in the 82Nd. Air Born Division. That year I married a wonderful woman and for the last 53 years she has loved and supported me unconditionally. We have 4 children, 10 grandchildren and 1 great granddaughter, so far!

Out of the army I went into the construction business for 34 years, specifically working with concrete. During this time I worked for a great company and I was instrumental in the construction of many building in the metropolitan area. All of which took the pouring of over 1,000,000 yards of concrete. In my retirement, I joined a community in the Pocono Mountains in Pennsylvania called Masthope where I still own a house. I worked for 10 years helping bring Masthope from bankruptcy to one of the premiere communities in the Pocono mountains. Together with my wife I spend my summers in Pennsylvania and winters in our house in Florida.

I remember well the windy snow storm that forced me to take refuge in the closest house to the school and the destruction of the locust that blocked out the sun and left everything bare. I remember the sand storms that nipped at any bare skin, the never ending task of working tobacco and the years without rain. Because it doesn’t take much to make a child happy, fresh in my mind are the white houses we shared with great families and the sugar oozing figs, dates and many fruits from trees my parents planted on arrival in 1936. That fruit was sweeter than any other places in the world I have been to. I also remember the picking of olives from trees that the Roman planted, and the arrival of the British and American soldiers with there generosity. It amazed me the many things the Arabs could make with sparto, how far the voice of the Marabut could travel, the hot ghybly, and the hours spent trying to catch bird with a home made sling shot, the festivity of weddings and Oh! How I loved that cuscus.

I believe in the beginning of the war Mussolini took all the children from ages 6 years and older. I often think about the happiness we experienced at the arrival of my sisters Marta and Luisa along with the rest of the children in the area. After having been gone for 7 years, not knowing if they had survived the war.

I found a few photos and will put them on the website; hopefully some of my friends from that time will read this and contribute as well.

Respectfully,

Salam Alecum

Adam P. Gallini

My Italian is no longer proficiant , and this is the only place I could place this letter. If I was able to have my own page, I have many photos and things that I remember to contribute for publication. I would appreciate any help you can give me in creating my page.

 

TRADUZIONE CON GOOGLE

Caro signor Antonio Luciani,

Mi chiamo Adam Gallini e anch'io sono nato a Tigrinna il 15 settembre 1938. Prima di tutto voglio ringraziarti. Voglio che tu sappia che il mio apprezzamento è grande e le mie emozioni sono state incontrollabili sin dal primo apprendimento del tuo sito web. Per inciso, Aldo Bassani è il fratello di mio cognato, Gino Bassani e credo anche che Guiseppe Di Battisa sia la persona che ha trasportato la mia famiglia a Tripoli durante il loro viaggio in Italia. Uno dei miei rimpianti è di non poter entrare in contatto con Aldo durante il mio viaggio in Italia. Dopo averlo cercato all'aeroporto di Roma, mi è stato comunicato che era fuori città. Vorrei cogliere l'occasione per condividere parte della mia storia ed esperienze.

Nel 1952 sono andato a Tripoli e ho frequentato il Seminario francescano, dove ho trascorso un anno al college con Giovanni Martinelli, ora vescovi in ​​Libia e il nipote di mia sorella Marta Galante. Arrivato in Italia, ho trascorso un mese nel campo di Ascoli Piceno. Poi sono andato al Seminario vicino a Brescia, dove ho continuato i miei studi per diventare missionario. Dopo un po ', la mia famiglia è stata spedita da Ascoli Piceno in un campo a Tortona, dove hanno condiviso una stanza separata da coperte con un'altra famiglia. Alla fine ricevettero un piccolo appartamento a Voghera.

Grazie alla diligenza di mio padre ha scoperto che c'era una piccola quota che non è mai stata chiusa per cui potevo beneficiare. Sentendo questo, lo sguardo negli occhi di mio padre era tutto ciò di cui avevo bisogno per sapere che avrei lasciato il college e venire in America. Questo processo ha richiesto del tempo. Sono finalmente arrivato in America dalla nave Giulio Cesare il 15 maggio 1957 al porto di New York. Un anno dopo, all'età di 19 anni, con l'aiuto di un parente, sono riuscito a portare i miei genitori, Guiseppe e Giuseppa Gallini e mio fratello minore e suor Orlando e Eva Gallini.

Sono felice di dire che abbiamo avuto tutti una bella vita qui in America, e fatto bene a livello monetario. I miei genitori hanno vissuto una vita confortevole ai 92 e ai 96 anni nella loro casa.

Dopo aver trascorso cinque anni nel settore della ristorazione, sono stato arruolato nell'esercito degli Stati Uniti nel 1962 e sono orgoglioso di dire che ho servito nell'82 °. Air Born Division. Quell'anno ho sposato una donna meravigliosa e negli ultimi 53 anni mi ha amato e sostenuto incondizionatamente. Abbiamo 4 bambini, 10 nipoti e 1 pronipote, finora!

Fuori dall'esercito sono entrato nel settore delle costruzioni per 34 anni, in particolare con il cemento. Durante questo periodo ho lavorato per una grande compagnia e sono stato determinante nella costruzione di molti edifici nell'area metropolitana. Tutto ciò ha comportato il riversamento di oltre 1.000.000 di metri di cemento. Nella mia pensione, mi sono unito a una comunità nelle Montagne Pocono in Pennsylvania, chiamata Masthope, dove ancora possiedo una casa. Ho lavorato per 10 anni contribuendo a portare Masthope dalla bancarotta a una delle comunità premier delle montagne di Pocono. Insieme a mia moglie trascorro le mie estati in Pennsylvania e gli inverni nella nostra casa in Florida.

Ricordo bene la tempesta di neve ventosa che mi costrinse a rifugiarmi nella casa più vicina alla scuola e la distruzione della locusta che bloccava il sole e lasciava tutto nudo. Ricordo le tempeste di sabbia che pizzicavano la pelle nuda, il compito senza fine di lavorare il tabacco e gli anni senza pioggia. Perché non ci vuole molto per rendere felice un bambino, fresche nella mia mente sono le case bianche che condividevamo con grandi famiglie e lo zucchero che trasudava fichi, datteri e molti frutti dagli alberi che i miei genitori piantarono all'arrivo nel 1936. Quel frutto era più dolce di qualsiasi altro posto nel mondo in cui sono stato. Ricordo anche la raccolta di olive dagli alberi che i Romani piantarono e l'arrivo dei soldati britannici e americani con la loro generosità. Mi meravigliava delle molte cose che gli arabi potevano fare con sparto, di quanto la voce del Marabut potesse viaggiare, il caldo ghelfamente, e le ore passate a cercare di catturare l'uccello con una fionda fatta in casa, la festa dei matrimoni e Oh! Quanto mi è piaciuto quel cuscino.

Credo che all'inizio della guerra Mussolini abbia preso tutti i bambini dai 6 anni in su. Penso spesso alla felicità che abbiamo provato all'arrivo delle mie sorelle Marta e Luisa insieme al resto dei bambini della zona. Dopo essere stato via per 7 anni, non sapendo se fossero sopravvissuti alla guerra.

Ho trovato alcune foto e le metterò sul sito web; spero che alcuni dei miei amici di quel tempo leggeranno questo e contribuiranno pure.

Rispettosamente,

Salam Alecum

Adam P. Gallini

Il mio italiano non è più proficuo e questo è l'unico posto in cui potrei inserire questa lettera. Se potevo avere la mia pagina, ho molte foto e cose che ricordo di contribuire per la pubblicazione. Apprezzerei qualsiasi aiuto tu possa darmi nella creazione della mia pagina.

Dear Mr. Antonio Luciani,

My name is Adam Gallini and I too was born in Tigrinna on September 15, 1938. First and foremost I want to thank you. I want you to know that my appreciation is great and my emotions have been uncontrollable since first learning of your website.

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In data 12 ottobre 2014, mi ha scritto:

Mariuccia DI GANGI da Torino

Vi ringrazio infinitamente.

Mariuccia

Ciao. Sono Mariuccia Di Gangi.
Il vostro sito mi ha permesso di ritrovare un amico d'infanzia, infatti ho letto il messaggio di Aleotti Arrigo nel quale vengo nominata. Potreste mandarmi la sua e-mail così potrò contattarlo?

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In data 14 ottobre 2014, mi ha scritto:

Ringrazio anticipatamente e le faccio i complimenti per il sito da lei creato, ci sta facendo incontrare persone che non sentivamo da moltissimo tempo.

Cordiali saluti

Di Gangi Mimmo

Caro signor Luciani, sono un profugo della Libia anch’io.

Ho letto nelle lettere mandate al suo sito da Aleotti Arrigo che cerca mia sorella Mariuccia Di Gangi.

Volevo chiederle se possibile avere la e-mail di Aleotti per poterlo contattare.

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In data 27 ottobre 2014, mi ha scritto:

Antonio D'ANGELO dal Canada (Toronto) 

Mia mamma già era incinta di mia sorella più giovane di me… fu fatto prigioniero in Tunisia dagli americani, portato in Usa: Oklahoma, Nevada, S. Francisco, Georgia... ebbe un incidente nelle officine dove riparava autocarri che lo ferì in testa.

Tornò all’ospedale Maggiore di Bologna fino ad agosto 1948, quando tornò a Gharyan avevo 8 anni. Da lì comincia una vita differente con 3 figli… lasciammo la Libya nel 1953 per tornare in Abruzzo paesi delle origini dei miei…Vagamente ricordo della guerra, gli inglesi si presero metà della casa nostra per alloggiare i soldati, ricordo il coprifuoco, le grotte dove ci nascondevamo, le loro marce ma vagamente  ricordo le donne che correvano alle caserme di Gharyan dopo l’abbandono dei soldati alla fine della guerra per prendere coperte e altre cose per la casa...

Ho fatto 5 anni la scuola a Sgaief, le maestre prima classe mista in casa di Geromino Cerrone la casa di fronte alla scuola cioè caserme militari Maestre Cantone Laura, Maria Picardi, Salvatore Pellegrino marito della Picardi, eventualmente... ricordo la cantina nelle mani di un certo Nicolosi poi andò a Franceschini Camillo. Il maestro Mammone che ricordo vagamente dai racconti dei miei genitori... ma ricordo benissimo le case coloniche, specie quelle nella mia zona, ricordo quando con la mamma andavamo allo spaccio a Tigrinna di fronte all’Ati per zucchero e caffè razionato a quei tempi...

Mi piacerebbe avere contatti con i miei compagni di scuola di Sgaief come Covezzi, Giorgi, Tassinari, Tupone, Andreani, Fracassa, Scaccia, Andreoli, Giancristoforo sorella e fratello, Cassinelli, Moretti, Vinciguerra, Bevilacqua, Fantini, Di Loreto, Campitelli, Franceschini, etc. etc. il bidello Galvani Elmo...

E’ difficile immaginare come fecero a quei tempi gli italiani ad andare in Libia con l’appoggio del governo, arrivare in quel posto desolato per lavorare quei campi aridi, hanno avuto coraggio e perseveranza. Mia madre mi racconta l’arrivo a Garian con un treno poi su un camion militare trasportati alle case coloniche assegnate.

Deve essere stata un’avventura.vissuta da molta gente piene di speranze, famiglie intere lasciarono l’Italia anno 1933.

Grazie Luciani...

Allora nato il 17/12/1941 il mio nome Antonio D’Angelo, miei genitori Silvestro D’Angelo e Grazietta Memme, abitavamo vicino alla scuola di Sgaief, circa 1 km. nel fossato vicino la cisterna che è scoppiata per la troppa pioggia non ricordo in che anno troppo piccolo per ricordare… mio  padre  andò soldato a Bengasi dopo scoppio della guerra, mi lasciò a 13 mesi... 

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In data 27 dicembre 2014, mi ha scritto:

Felice RAPINO da Istia d'Ombrone (GR)

Ho  ricevuto la risposta di D'angelo e sinceramente mi sono commosso, ho capito che lui sa di cosa parlo, e presto gli rispondero'; eventualmente mandami il suo email.
Ho messo in moto il tam tam Garian e sto' acquisendo notizie e foto dell'epoca che presto ti mandero'. Intanto ti mando questo documento che tu terrai per assemblare insieme ad altri.
La testa mi esplode di una miriade di ricordi che non so da dove cominciare.
Appena posso vado a Bologna dove abita mio zio Bevilacqua Sergio, spero possa darmi delle dritte. A Ravenna c'e' anche il cugino di mio padre, Della Cuna Giovanni, che abitava a Bumad (speriamo sia giusto), vedo quello che posso fare.
Un saluto a tutti gli amici del sito.

Felice

P.S. a Grosseto abita Luciani Nicola figlio di Giuseppe

Sono figlio di Rapino Gaspare vissuto a Garian per 23 anni, sono nato nel 1947  podere 187 sono rimasto molto sorpreso, e contento, nel leggere molti nomi che rammentava mio padre padre compreso quello di mio nonno materno, Bevilacqua, sarei contento di acquisire altre notizie se le hai.

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In data 30 dicembre 2014, mi ha scritto:

Maria MONACO da Santo Stefano Belbo (CN)

Inserirò anche foto. E' mio desiderio poter conoscere tramite Fb la persona di Barce che conosci!

Colgo l' occasione per porgere a te ed alla tua famiglia i miei più cari auguri di un buon 2015. Un fraterno abbraccio

Maria Monaco

Caro Luciano,

sono lieta di far parte del gruppo Ricordando Tigrinna e ti ringrazio di avermi accettata. Su questo sito racconterò della mia vita a Barce!

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In data 19 gennaio 2015, mi ha scritto:

Mario CALANDRA da Roma

Alla risposta per tanto, apparecchiavano fuori del casolare ed iniziava la lunga preparazione per il te. Ricordo che si stava insieme tra una cosa e l'altra anche quattro ore.

Si iniziava a fare nella terra un buco capiente, riempirlo di carbone che doveva durare per tutto il tempo del te. I miei amici usavano tre di quelle teiere di destra. nel primo si beveva solo la schiuma, senza zucchero. Mi divertivo a vedere con quale maestria travasavano il te da una teiera all'altra, alzando sempre più il braccio e non facendone cadere neanche una goccia per terra.

Il proseguo diciamo che era lo stesso. Facendo proseguire le notizie, ho riletto il mio articolo, che si trova nel sito. Ricordo di averti autorizzato a pubblicare nel tuo sito, ciò che ti poteva interessare, quindi nulla da obiettare.

Continuando a sfogliare mi ha colpito il pensiero sul Dr. Tripoti (non era Tripodi?). Al tempo della mia conoscenza, avevo solo otto anni, e come ho anche scritto, posso solo confermare il suo prodigarsi, affinche certi malati guarissero al più presto possibile.

Ha quel tempo ero sempre in parrocchia con padre Giuliano, non ho mai notato ne, di una che dell'altre dicerie. Come dichiarato più volte, non commento argomenti politici, provenienti e da qualsiasi parte arrivano. Leggendo i tuoi messaggi posso confermare di aver gioito ricordando i bei tempi.

Grazie. Ciao.

(Notifica su Facebook di Martedi 19 gennaio ore 10:16)

Caro Luciano,

incuriosito da come preparare il te, ho sfogliato i tuoi messaggi. Quando andavo a far visita, agli amici Libici, nelle loro campagne, la prima domanda era: sei venuto per poco o per tanto.

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In data 22 gennaio 2015, mi ha scritto:

Andrea GIARDINELLI da Buoncovento (SI)

Circa all'età di 5 anni sono ritornati in Italia.

Mio nonno l'ho riconosciuto nella foto di squadra che hai pubblicato nel tuo sito. Qualche giorno fa riguardavo insieme a mio padre tutte le foto di Tripoli, quando mio nonno era arruolato nell'esercito.

Nonno Sebastiano è  morto circa 8 anni fa, ha lottato fino alla fine. Viveva a Buonconvento, in provincia di Siena dove abitiamo anche noi tutti.

Saluti e un abbraccio forte.

Ciao Antonio,

mi chiamo Andrea Giardinelli mi ha fatto enormemente piace leggere gli articoli… Io sono il nipote di Giardinelli Sebastiano. A Tigrinna sono nati mio padre Giardinelli Carlo, mia zia e zii: Giardinelli Patrizia, Giardinelli Maria e Giardinelli Antonio.

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In data 20 luglio 2015, mi ha scritto:

Giovanni BEDONI da Cinisello Balsamo (MI)

Leggo con piacere che l'ing. Vittoria Capresi collabora con voi sul vostro sito. Dato che ho riscontrato alcune differenze nelle planimetrie dei comprensori di Bianchi, Giordani e Micca, Le sarei immensamente grato se potrebbe farmi avere un recapito della bravissima sig. Capresi, per avere da Lei qualche risposta al mio quesito.

Ormai sono vecchio, ed il mio passatempo da quando mio figlio mi ha regalato un PC, è cercare notizie dei miei luoghi dove sono cresciuto e che non dimentico più

La ringrazio con tutto il cuore se vorrà farmi sapere qualcosa.

Gentile sign. Luciani,

sono veramente contento di avere trovato il suo sito, in questi giorni non faccio altro che connettermi per leggere tutte le notizie ivi scritte. Io sono di Giordani e qualsiasi articolo riguardante quei posti, mi fa ricordare la mia gioventù.

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In data 1 settembre 2015, mi ha scritto:

Roberto DEL BELLO da Campo S. Martino (PD)

manca parecchio e posso ben comprendere il dolore di tutte le persone che sono state costrette a lasciare questo paese.

Complimenti  per questo sito.

Un saluto sincero.

Roberto

Sig. Luciani

ho conosciuto la Libia solo nel 1971 e vi ho vissuto fino al gennaio del 2011, in diversi periodi. Ho visitato diverse volte Gharian  e  mi  ricordo  molto  bene  di  Tigrinna. Questo per dire che, nonostante io non sia nato in Libia, lo stesso mi manca

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In data 27 settembre 2015, mi ha scritto:

Ivan ZAMA da Lanciano (CH)

Il suo sito mi ha aperto il cuore dando corpo e vita a una realtà finora solo immaginata. Mio padre e mia zia tornarono molto prima in Italia e a Tigrinna rimase solo nonno Clemente fino a quando non fu anch'egli costretto a tornare.
Al momento non ho materiale per il sito, ma qualche foto della mia famiglia quando viveva a Tigrinna dovrei trovarla, appena posso le faccio sapere, se poi il materiale sarà sufficiente per aprire una pagina lo valuteremo in seguito.
A proposito, Donato Marrone di Fossacesia è un mio amico e collega anche se non ci vediamo più tanto spesso, ho visto che è stato da lui, il mondo è piccolo. Le porgo i miei saluti e quelli dei miei parenti che hanno, attraverso il suo sito, potuto ricordare quel periodo della loro vita.

Le auguro ogni bene e una buona serata.
Ivan Zama

Buona sera sig.Luciani,
il mio nome è Zama Ivan, nipote di Clemente Zama la cui osteria è citatanel suo sito. Ho purtroppo conosciuto mio nonno solo dai racconti di mio padre Gianlorenzo e di mia zia Maria Chiara Luisa (Marisa).

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In data 9 ottobre 2015, mi ha scritto:

Gabriele LUCIANI da Lanciano (CH)

Dopo la guerra non è più tornato in Libia, è rimasto in Italia e si è risposato a Lanciano. Io sono rimasto a Tigrinna con mio zio, fratello di mamma, figlio di Nasuti Vincenzo che si chiamava Nasuti Amadio e la moglie Rachele. Loro non hanno avuto figli e mi hanno adottato. Sono andato a scuola a Tigrinna
A 9 anni mi hanno mandato a lavorare al tabacco ATI di Tigrinna,  i miei amici erano Livio Giancristofaro, Stefano Tenaglia, Giovanni Tupone, Umberto e Mario Fantini. Giocavo sempre con loro a trottola. E’ durata fino all'età di 14 anni, poi siamo tornati in Italia a Lanciano dove tuttora abito.

Degli amici  d’infanzia non ho saputo più niente, solo Giovanni Tupone  sta a Lanciano, ogni tanto ci vediamo.

Non mi prolungo. Tanti cari saluti, perdonatemi se non ho scritto bene, io il computer non ce l’ho e non lo so adoperare, ho il telefono, adesso sto imparando alla vecchiaia

Comunque bei ricordi, leggere queste pagine ricorda Tigrinna. Di nuovo buona serata
Ciao.

Sono Gabriele Luciani, nato a Tigrinna il 24 08 1940. Mi piacciono tutti questi racconti di Tigrinna, io avrei tante cose da raccontare. Sono figlio di Luciani Giovanni e di Nasuti Maria Domenica. Ho vissuto a Tigrinna fino a ottobre 1954. Mia madre è morta nel 1942 e mio padre è stato preso prigioniero.

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In data 8 novembre 2015, mi ha scritto:

Natale BELLISARIO da Treglio (CH)

Un certo Bellisario Francesco e figli Donato e Maria abitavano per la strada Tigrinna Garian,c’era anche Fionda. Data la mia età non avevo molta attenzione alle cose che mi circondava.Posso fare dei nomi che ricordo: Di Nardo Donato allora giovane, Berghella Florindo, Giancristoforo Zi Grazia nei pressi località Carburanti.  

Mario Di Ciano stessa mia età lavoravamo per un periodo breve all’Azienda Tabacchi Tigrinna. Abito a Treglio (CH) se capiti da queste parti vieni a farmi visita. Un caloroso saluto a te e alla tua famiglia.

(salamale’k)

Caro Antonio,

non sono molto tecnologico, mi scuso per non aver letto questo. Sono Bellisario di Sgaief di Garian, mio padre Angelo, mio fratello Camillo. Ricordo quei posti anche perché ci sono nato nel 1937. Siamo rientrati nel 1953.

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In data 2 aprile 2016, mi ha scritto:

Giusy ANDREOLI da Padova

Ho letto la mail su nonna Giovina che io non ricordo proprio visto che mia madre mi ha messa in collegio appena morto papà. Adesso hai anche una foto per ricordarla.

Ricordo quando mia madre venne nel collegio estivo dove con le suore e altri bambini che non tornavano a casa durante la chiusura delle scuole passavamo le ferie estive a dirmi che era morta la nonna. Era una delle poche volte che vedevo la mia cara mamma. Che doveva affrontare oltre due ore di corriera per venirmi a trovare.

Ho patito tanto la mancanza di mamma nei miei lunghi anni di collegio. Veniva a trovarmi una volta ogni due o tre mesi, la domenica, mentre le altre bambine ricevevano la visita dei loro famigliari tutte le domeniche. Quanti pianti la notte sul mio lettino.

Quando mia madre venne ad abitare a Tripoli, una notte scappai dal collegio per raggiungerla a casa, ma non ci riuscii. Dopo aver camminato sotto i portici della via principale me ne tornai indietro. Per fortuna avevo lasciato il portone socchiuso e mi rimisi a letto. Nessuno si accorse di nulla e io non dissi nulla a nessuno.

Tornando al lavoro, ieri è stata una giornata impegnativa sul fronte cronaca nera.. Stamattina sono già in giro con due gravi incidenti. Vabbè, intanto sono riuscita a scriverti due righe così sarai contento. Appena posso ti manderò altre foto e cimeli.

Ora ti saluto debbo lavorare, il giornale esce domani!

Buona giornata. Giusy

Eccomi caro Antonio, importante scoprire il sito… sempre troppo tardi!

purtroppo sono molto impegnata col lavoro e non ho mai tempo per altro... Famiglia, lavoro e casa... le 24 ore volano via.

Ho riconosciuto nel sito Michela Spanò, le ho mandato un messaggio ma non mi ha risposto... Ho un album pieno di foto!!!

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In data 24 aprile 2016, mi ha scritto:

Karine HAUTIN dalla Francia (Saint-Sorlin)

Oggi mamma è deceduta e ci sono pochi ricordi e niente foto di quest'epoca. Dunque cerco delle persone che, per caso, hanno conosciuto la mia famiglia per testimoniare, raccontarmi.

All'inizio, Cicchetti Salvatore e Bianco Maria, genitori di mio nonno, Cicchetti Quirino, nato nel 1922 a Treglio (CH) sono andati in Libia verso il 1930. Nello stesso tempo, i genitori di mia nonna, Sorgini Giuseppina, nata nel 1923 a Fossacesia (CH), che si chiamavano Sorgini Domenico e De Simone Rosaria, sono anche arrivati in Libia. Poi i miei nonni si sono incontrati in Libia e sposati là.

Se qualcuno puo dirmi delle cose sulla mia famiglia, mi farebbe tanto piacere.

La mia famiglia mi ha sempre detto che hanno avuto un'infanzia felice ma ho visto documentari su questo periodo che mi fanno pensare il contrario. Che cosa potete dirmene per favore?

GRAZIE MILLE per il suo aiuto.

Buona giornata.

Karine, figlia di una mamma italiana emigrata.

Buongiorno,

le scrivo dalla Francia, dove mia famiglia è venuta a vivere dopo la Libia. Ho scoperto il suo web site con una grande emozione. Mia mamma, Nunzia Cicchetti, è nata a Garian nel 1947, come  le sue 3 sorelle maggiori. Vivevano  a Tigrinna, mi

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In data 24 aprile 2016, mi ha scritto:

Roberto GIOVAGNOTTI da Brescia

Sono contento di rivedere qualche foto della mia vecchia Miani e spero di vederne ancora, grazie per i tuoi ricordi che hai scritto, sono molto belli.

Ti saluto con affetto

Roby

Ciao,

sono Roberto Giovagnotti, classe 1954, figlio di Gino e Jolanda Bonci. Mia mamma faceva la casalinga, mio papà lavorava come tecnico alla centrale elettrica di Miani.

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In data 20 gennaio 2017, mi ha scritto:

Luisa LA MORGIA da Sangano (TO)

ho vissuto anche a Tigrinna a casa dei miei zii Di Ciano, uno si chiamava Renato e l’altro Luciano, purtroppo non ricordo gli altri.

La casa si trovava vicino alla chiesa vicino alla famiglia Pasqualino, c’era anche un piccolo negozietto. La mia famiglia era composta da 9 figli, Nicola, Antonio, Rosa, Piero, Gabriella, io (Luisa), Assunta, Pippo e Gina… tutti La Morgia.

Ho avuto questo immenso piacere di visionare il suo sito grazie a mio nipote Edoardo, attualmente vivo a Sangano, provincia di Torino, sono sposata nel ‘62 (con un noioso marito brontolone che ho conosciuto nel campo profughi nel ’59, una volta rientrati in Italia, a Cibali, Catania).Ho avuto uno splendido figlio di nome Roberto che oggi ha 53 anni e anche lui vive qui in Piemonte vicino a me.

Sono riuscita a vedere diverse foto allegate sul sito di diverse persone e diverse famiglie che mi ricordo benissimo, i miei fratelli ancora meglio! dei ricordi che ho (bellissimi) molto nostalgici …le processioni di San Rocco ….le partite di calcio a scuola …

Ho lavorato anche al Monopolio Tabacchi con mio sorella Rosa… ho tanti ricordi e bisognerebbe parlare per ricordare tutto e per ricordare le persone che erano lì…

Io volevo innanzi tutto ringraziare e salutare con affetto i miei compaesani e lasciarvi il mio numero di casa per qualsiasi saluto, incontro di gruppo con altre famiglie anche loro vissute in Libia come noi, sarebbe magnifico... per qualsiasi cosa chiamate mio nipote e lui mi farà sapere subito tempestivamente tutto, venendo spesso a trovarmi.

Cordiali saluti, la famiglia La Morgia

Buongiorno,

mi chiamo Luisa La Morgia , figlia di Gervasio La Morgia e Ferranti Anna chiamata Giacinta.

Mio padre lavorava  la terra  e mia madre  anche, sono  nata a Bumad 31-08-1942 vicino alla casa della famiglia Caravaggio,

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In data 17 marzo 2017, mi ha scritto:

Giampaolo NADDALINI dalla Francia (Parigi)

Italiani cha abbiano vissuto nella stessa cittadina della Cirenaica.

Cordialità.

Buongiorno,

Ho trovato molto interessante la lettura di quanto si possa ancora ricordare della vita a Tigrinna e dintorni. Ho scritto tempo fa un articolo  basato sui ricordi di due Libici  su  quanto  hanno vissuto ad Apollonia (Marsa Susa). Mi  piacerebbe  trovare degli

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In data 25 gennaio 2018, mi ha scritto:

Aldo Vincenzo MAZZOCCHI da Roma

Parente? Io sono il primo a sinistra.

Nella seconda foto relativa alla nevicata del ’49 riconosco mio padre e Scala il marito di Giannina. Qualcuno conosce gli altri e mi sa dire il nome di Scala? Grazie per l’aiuto.

Adesso sto lavorando, fra un acciacco e l’altro, ad una pubblicazione che lascerò ai figli. Non so se la destinerò ad un pubblico più ampio ma una copia per te ci sarà senz’altro.

Se mi mandi il tuo contatto telefonico sarò lieto di chiacchierare con te.

a presto Aldo Vincenzo.

Ciao, sono Aldo Vincenzo Mazzocchi.

Ti mando due foto non proprio nitide ma vorrei vedere se tu o gli amici del sito riconoscono qualcuno.

Nella  prima, quella  della  recita, per  esempio  mi  hanno  detto  che la settima ragazzina dovrebbe essere Gabriella Luciani.

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In data 26 dicembre 2015, mi ha scritto:

Maria BADA da Torino

Ho rivisto con grande piacere le foto della mia infanzia e con commozione la foto di mio fratello Giuseppe che purtroppo è mancato nel 2012. Ho sposato Filippo Castiglione e vivo a Torino dal 1960.

Mia sorella Lucia vive a Ravenna e ha sposato Vittorio Castiglione, fratello di mio marito. Io purtroppo non ho foto di gruppo da pubblicare e condividere, ma ho tanti ricordi e con infinita emozione racconto alle miei figlie e ai miei nipoti la mia vita in Libia.

Mi complimento per la tua iniziativa e ho letto con piacere della tua famiglia. Ricordo quasi tutti i nomi delle persone che sono citate e sono vivi i ricordi dei nostri cari luoghi . Farò in modo di pubblicare le poche foto di famiglia che mi restano.

Un cordiale saluto e caro augurio di buone feste.

Scrivo dall’e-mail di mia figlia... io non sono brava con la tecnologia.

Buonasera Antonio, sono Bada Maria.

In questi giorni di festa insieme alla mia famiglia abbiamo fatto un tuffo nel passato visitando il tuo sito RICORDANDO TIGRINNA. Sono nata a Tigrinna nel 1939 e sono figlia di Bada il calzolaio.

La PRIMA lettera arrivata al Sito!!!

Mimmo DI GANGI da Torino